FELLINI 100, la mostra per il centenario del regista a Rimini

Il 20 gennaio 1920 nasceva a Rimini Federico Fellini e per celebrare il centenario la sua città natale ha allestito nelle sale di Castel Sismondo, la storica residenza dei Malatesta, la mostra Fellini 100.
La mostra, una vera e propria esperienza immersiva nel genio immortale del regista romagnolo, ci racconta la vita, le opere e le curiosità attraverso un dedalo di sale “messe in scena” come set cinematografici.
Fellini attraverso il cinema è riuscito a creare un immaginario collettivo che è sopravvissuto nel tempo e che ancora oggi ispira il linguaggio filmico contemporaneo in maniera viva e pulsante.
Il percorso della mostra esalta così questa capacità unica di inventare un mondo facendoci (ri)scoprire tutte le emozioni e la memoria di un cinema straordinario: “tutto si immagina”, l’espressione cara al regista, è decisamente il fil rouge dell’esposizione.
Entrando ci si trova subito catapultati ne La Dolce Vita con l’iconica scena della fontana proiettata sulle tende/separè respirando sin da subito la potenza di quelle immagini maestose.
Proseguendo nella visita è stato “ricostruito” l’ingresso del cinema Fulgor al cui interno, comodamente seduti sulle sedie originali, si possono seguire tre brevi documentari con contenuti inediti e immagini di repertorio dell’Istituto Luce e di Teche Rai con le sequenze filmiche del regista riminese che esaltano, e raccontano, gli anni gloriosi del novecento del nostro Paese.
La mostra conta quattordici sale disposte su tre piani e in ognuna di esse si entra in contatto con lo spirito del regista e, persino, con il suo mondo interiore. Dalle grafiche pubblicitarie ai poster originali, passando per gli oggetti di scena e i costumi fino ad approdare al “libro dei sogni” di Federico Fellini; un vero e proprio diario, in versione digitale e analogica, che racchiude tutte le idee e i sogni che hanno ispirato le grandi opere filmiche, corredato di suggestioni e disegni.
Continuando la visita si trovano i taccuini originali del compositore Nino Rota con gli appunti musicali indicati dallo stesso Fellini, gli abiti ecclesiastici di Roma insieme ai costumi di Casanova, che valsero l’Oscar a Danilo Donati, le macchine fotografiche e alcune documentazioni fotografiche dall’archivio di Elisabetta Catalano e dalle collezioni private di due maestri della fotografia, come Tonino Delli ColliGiuseppe Rotunno.
La mostra sarà visitabile fino al 15 marzo 2020.

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