Intervista a Stefano Bovi, co-fondatore del Selva Nera

A meno di un mese dall’inizio del Selva Nera III, il co-fondatore e co-organizzatore Stefano Bovi, ci ha parlato dei retroscena e delle novità della terza edizione del Festival (22-23-24 novembre, Tencarola di Selvazzano Dentro – PD).

Quest’anno il Selva Nera è arrivato alla 3° edizione con una prima grossa novità: il cambio della sede…
Una grossa novità, un cambio che si è reso necessario perché il Selva Nera cresce di anno in anno e quindi avevamo bisogno di un posto più ampio, e abbiamo trovato grande disponibilità ed entusiasmo nell’Associazione Mica Male. L’Associazione ci ha messo a disposizione il suo spazio, che nel corso dell’anno è occupato da importanti esposizioni e corsi. Lo staff del Selva Nera ringrazia L’Arena Games che, per i primi due anni, è stata la nostra “tana horror”, e abbracciamo ora lo spazio dell’Associazione Mica Male, che sarà il nostro ampio quartier generale.
Altra grossa novità del Festival è il concorso per i cortometraggi italiani. Ce ne puoi parlare?
Il Selva Nera ha sempre avuto un occhio di riguardo per i prodotti italiani, sia per il concorso internazionale dedicato ai lungometraggi che per i cortometraggi fuori concorso. Quest’anno, giunti alla terza edizione, ci siamo decisi a voler dare una panoramica ancora più ampia, scatenando una sana competizione. Abbiamo istituito, per la prima volta, tre premi: quello per il miglior corto italiano, una menzione speciale ad un corto italiano che si è particolarmente distinto e il premio dedicato ad un grande fan del Selva Nera, e soprattutto un amico per noi organizzatori, collaboratori e per il pubblico, Alessandro Vicini, la cui targa sarà data al cortometraggio italiano più estremo (genere che il nostro caro amico amava molto e di cui era un grande esperto). Il Festival sarà dedicato a lui, che è scomparso tragicamente pochi mesi fa, ma il suo ricordo è sempre nei cuori di tutti noi. Per tutti i titoli vi rimando al precedente articolo (qui) sulla sezione concorso cortometraggi italiani, pubblicato anche questo sul sito CineAvatar.
Inoltre la durata del Festival si protrarrà da 2 giorni a 3. Perché questa scelta?
Si è resa necessaria per la grossa quantità di contenuti che abbiamo deciso di presentare quest’anno, veramente per tutti i gusti dai film del concorso internazionale all’enorme panoramica del concorso corti italiani, dai fuori concorso ai tanti ospiti che arriveranno. Punti fermi del Festival Selva Nera da sempre sono l’essere un festival ma anche una vera e propria casa aperta a tutti gli amanti del genere fantastico, dove ospiti e pubblico vedono le proiezioni tutti insieme. Si parla e ci si confronta, dove lo stesso pubblico porta birra in abbondanza e buonissime cibarie fatte in  casa, tutto in un’atmosfera sia di professionalità ma anche di pura passione, e con entrata gratuita per tutti gli eventi. Altro punto fermo è da sempre la voglia di non fermarsi solo alla nazioni più conosciute ma presentare anche opere di nazioni meno conosciute cinematograficamente, così da poter offrire una vasta panoramica del genere fantastico affrontato da diverse culture.
Ci puoi parlare brevemente dei 7 lungometraggi in concorso?
La denominazione ufficiale del festival Selva Nera è “fantastic”, quindi ci sarà una grande varietà di generi. L’horror comunque la farà da padrone con opere splatter, come la coproduzione tra Thailandia e Usa, “Who’s watching Oliver” (regia di Richie Moore) storia di un serial killer in trasferta a Bangkok, o l’italiano “Stomach” (di Alex Visani), altra storia di omicidi ma con elementi fantahorror. Pur non disdegnando di elementi violenti ma puntando molto anche su un’atmosfera cupa e disturbante ecco a noi un’altra produzione italiana, “Me and the devil” (regia di Dario Almerighi). Di genere totalmente diverso abbiamo il dark-fantasy vichingo “Ragnarok” (Norvegia, di Ole Fredrik Wannebo), e un’opera che unisce commedia nera, genere fantastico e musical dal titolo “Liza, a rokatunder” (conosciuto anche col titolo internazionale “Liza, the fox fairy”) del regista Károly Ujj Mészáros (Ungheria). Chiudono il disturbante dramma con elementi horror “Malerba” (Italia, di Simone Corallini) e un inquietante thriller italiano tratto da un fatto realmente accaduto, “L’ultima notte” (Francesco Barozzi).
Ci puoi fare un accenno anche ai corti e lungometraggi fuori concorso?
La sezione fuori concorso è ricca di generi e nazioni. Si va dal lungometraggio che proietteremo in anteprima italiana “FP2: beats of rage” (USA, di Jason Trost) che unisce post apocalittico, commedia e musical con le sue letali gare di ballo al videogioco “dance revolution” fino a“Don’t R.I.P. – Volume 2”, un film italiano ad episodi che riunisce alcuni tra i più validi corti di genere horror e thriller girati da 7 registi (Manicardi, Almerighi, Blasterio, Antignani, Scattina, Zinelli, Longo), fino ad un vero e proprio giro del mondo con i corti esteri.   Proietteremo il post apocalittico psicologico “Lo que ocultan las tinieblas (di Romeo Lòpez Aldana), targato Guatemala, l’inquietante prestigiatore e le sue pericolose magie di “The Great Domini” (Libano, della regista Celine Moukarzel), il sanguinoso incubo casalingo prodotto in Irlanda dal titolo “Maisie” (di Ray Sullivan) e “The lightning bird” (Giamaica), horror su una creatura del folklore africano girato dalla regista Natalie Thompson. Abbiamo poi un corto italiano che miscela bene dosi di splatter con atmosfere inquietanti dal titolo “Khalimbu” di Nicola Pegg, quindi un piatto ricco per tutti i famelici gusti del nostro pubblico.
Quest’anno il Premio alla Carriera, nonché ospite principale, è il grande Lorenzo Bianchini!
Un grande regista che si è fatto largo sia qui in Italia che all’estero, capace di creare incubi terrificanti spesso con budget molto bassi, un onore averlo al festival e poterlo premiare con il premio alla carriera, così da aggiungerlo alla storia del Selva Nera come gli altri due premi alla carriera Andrea Marfori nella prima edizione e Ivan Zuccon per la seconda edizione.
Altro ospite di rilievo sarà Paolo Di Orazio…
Siamo molto contenti di avere Paolo Di Orazio, altro ospite importante che con i suoi scritti ha portato l’horror letterario italiano ad altissime vette, e sicuramente il nostro famelico pubblico sarà entusiasta di poterlo ascoltare!
Chiudiamo questa intervista con un appello agli spettatori di non mancare al Selva Nera 3 il 22-23-24 Novembre!
Pura passione. Questo troverà il nostro pubblico, la passione di noi organizzatori, dei nostri fondamentali collaboratori, dell’associazione che ci ha messo a disposizione il locale e dei nostri sponsor per rendere il nostro piccolo grande festival il più bello possibile, troverà l’entrata gratuita, come è stata anche per le altre edizioni, per tutti gli eventi e proiezioni, e troverà un ambiente in cui sentirsi a casa, una vera tana dedicata al cinema fantastico e horror.

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