Isabelle Huppert al PostModernissimo di Perugia

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L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare. (Giorgio Armani)

Nella giornata di domenica 26 marzo 2017 abbiamo avuto il privilegio e l’onore d’incontrare l’immensa Isabelle Huppert. 
Ad accoglierla lo splendido Postmodernissimo di Perugia, mecca locale di tanti amanti della Settima Arte.
La poliedrica attrice ha presentato il film di Paul Verhoeven “Elle” (potete leggere la recensione qui) grazie al quale ha vinto un Golden Globe ed è stata candidata al premio Oscar come miglior attrice protagonista.
Perché abbiamo inserito quella frase dello stilista all’inizio?
Il primo impatto quando è salita sul palco della Sala Donati è stato quello di una donna semplice, elegante, che si tiene lontana dai riflettori mediatici. Il secondo è stato il contrasto fra la sua figura esile e quello sguardo severo e impassibile, indice di una forza interiore fuori dal comune.
Non è un caso che le sue interpretazioni rappresentino senza dubbio il lato umano più nascosto: basti pensare alla perversa e sociopatica protagonista de La Pianista di Michael Haneke o la fragile e violenta Jeanne de Il Buio Nella Mente.
A seguire il resoconto dell’evento moderato da Simone Rossi:
In un’intervista recente alla domanda “che cosa le riesce meglio come attrice” lei ha risposto “restare me stessa”. Un risultato notevole per chi fa la sua professione.
E’ il paradosso dell’attore cercare di rimanere se stesso e allo stesso tempo qualcun’altro. E’ quello che ho la fortuna di fare perchè lavoro con registi che mi danno questa libertà. Questa libertà mi ha permesso sempre d’immedesimarmi nel personaggio.
Nei ruoli che ha interpretato spesso rappresenta una donna misteriosa o tormentata, vittima d’ossessioni, però ogni volta la sua interpretazione sorprende per la naturalezza con cui affronta il personaggio.
Non penso sia così misteriosa. Un approccio cambia a seconda della lavorazione sulla “gravità” del personaggio Il Cinema offre la possibilità di andare molto lontano ma spesso non si va oltre un certo limite….toccherebbe oltrepassarli qualche volta.
Quanto è importante per un attore cimentarsi in spazi diversi?
Ho lavorato in diversi Paesi, spesso anche qui in Italia, ed è fondamentale scontrarsi con altre culture. Ho girato con questo regista coreano ( Hong Sang-soo con cui ha lavorato in Another Country) molto famoso e ha una maniera così particolare di fare i film che è quello che mi è interessato più di tutto.
isabelle huppert e il regista Marco Ferreri sul set di Storia di Piera
Isabelle Huppert e il regista Marco Ferreri sul set di Storia di Piera
Storia di Piera di Marco Ferreri, Le Affinità Elettive di Paolo e Vittorio Taviani, Marco Bellocchio con Bella Addormentata e tanti altri, cosa ci può raccontare della sua esperienza italiana?
Il mio primo film in Italia è stato con Mauro Bolognini ne La Storia Vera della Signora delle Camelie mentre con Marco Ferreri è stata un’esperienza magnifica, un bravissimo regista, molto visionario e politico – sono molto contenta che fra poco uscirà un documentario su di lui (il secondo dopo Il Regista Che Venne dal Futuro del 2007 ndr.) L’ultimo italiano con cui ho lavorato è Bellocchio, un regista con un senso estetico molto pronunciato.
Madame Huppert veniamo al suo ultimo lavoro “Elle”, tratto dal romanzo “Oh…” di Philippe Djian, lei conosceva già il libro e cosa l’ha spinta a lavorare con Verhoeven?
Si, conoscevo già il libro ed ero rimasta colpita dallo stile narrativo di Dijan e dalla scrittura molto forte. Dijan ha incontrato il produttore e hanno avuto l’idea di contattare Verhoeven e l’ho trovata un’idea geniale perchè vi è una bellissima equazione che regge la scrittura di Dijan con la visione di Paul. E’ stata un’esperienza bellissima, non mi ha mai limitato parlando di come dovesse essere il personaggio. Mi ha concesso una totale libertà. E’ un personaggio molto contrastato con una grande forza e allo stesso tempo una grande vulnerabilità
Verhoeven ha dichiarato che “Elle” è un vero film europeo con un misto di filtri “americani”.
Beh se pensi che il regista è olandese e il film in francese…  La sua cultura americana deriva dal fatto che per anni ha vissuto negli Stati Uniti. Nonostante questo tengo a sottolineare che il film è francese, con attori francesi e ambientato in Francia.
E’ corretto dire che “Elle” è un film che parla dell’incoscienza e della stupidità del Male? Un film che mette da parte la morale, l’etica e ne prende quasi le distanze?
Si perchè gli uomini in questo film appaiono deboli e fragili, volendo essere cattiva deboli, se vogliamo essere buoni è più adatto la parole fragile.
La coscienza e la morale rimango ai bordi in questo film, che ne pensa?
Non si pone tanto la morale. E’ piaciuto in molti Paesi proprio per questa sua “amoralità”.
Possiamo dire che è un film femminista?
Io lo definirei piuttosto post femminista perchè è un film che integra le teorie femministe ma che va oltre le lotte sociali. Non è un personaggio che si pone come vittima ma si pone fra i due lati.
Secondo il suo stile Verhoven adotta quel senso fiabesco che ironizza sulla società borghese?
Si, quando facevo il film pensavo a Charlot e al suo modo di dissacrare la società borghese. Nel film troviamo molta ironia, a Verhoeven piace moltissimo. In francese esiste un modo di dire intraducibile che rappresenta una risata amara, un “risata gialla”.
Madame Huppert dopo la vittoria del Golden Globe pensava di vincere l’Oscar? Quante possibilità si era data?
Ci credevo eccome! (risate ndr). Dopo le bellissime recensioni dei critici e l’apprezzamento del pubblico ho capito che avevo già ricevuto tanto. Non bisogna mai dimenticarsi del pubblico. Per un film francese il successo planetario a cui è arrivato è stato già di per sé un miracolo e così mi basta.
Un’ultima domanda. Secondo delle prime indiscrezioni tornerà a lavorare con Verhoeven, è vero?
Il primo contatto che ho avuto con lui è stato con i suoi film olandesi.  In particolare ho adorato Fiori di Carne (1973) con un giovanissimo Rutger Hauer. E’ un Cinema di provocazione e umanismo, con violenza ma che tende alla riflessione con molta intelligenza. Sono pronta in qualsiasi momento a tornare a lavorare con lui…..Aspetto una sua chiamata.