L’esperienza del BARCO Escape: intervista a Fabio Mogavero

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The Recall, il nuovo film di Mauro Borrelli girato in formato BARCO Escape

Negli anni il cinema ha dimostrato di essere un’arte dalle infinite possibilità. E non solo per quanto riguardo lo stile, gli approcci e le idee dei registi, ma anche per quanto concerne gli strumenti e i mezzi di comunicazione mediale a disposizione. Con l’avvento di piattaforme multimediali come Netflix e Amazon, che in breve tempo hanno conquistato una posizione ‘dominante’ nel mercato dell’audiovisivo, il modo di fruire i prodotti è progressivamente cambiato. Il ‘buio’ della sala che avvolge schermo e poltrone sta subendo sempre più la concorrenza del divano e dei televisori di casa. Una tendenza che se da un lato coinvolge maggiormente gli spettatori, stimolando il loro consumo domestico, dall’altro limita e riduce la percentuale di frequenza al cinema, penalizzando gli esercenti e, di conseguenza, i risultati al box office.
E dunque qual è il vero valore del cinema? Cosa differenzia la proiezione di uno spettacolo in sala da un prodotto consumato tra le mura casalinghe? Tutto ruota intorno alla partecipazione condivisa, all’esperienza della visione di un film insieme ad altre persone, che si riuniscono in un unico ‘spazio’ e nel medesimo momento.
Per offrire un’esperienza alternativa all’IMAX e al Dolby Cinema, è stato concepito un sistema completamente innovativo che rende le proiezioni più immersive, dinamiche e particolari.
Si tratta del Barco Escape Panoramic, un formato video multi-schermo simile al Cinerama, lanciato nel 2015 da Barco NV. Per creare un’esperienza visiva completa, il sistema è combinato con tecnologie audio multi-canale come l’Auro 11.1. Il Barco Escape è caratterizzato dall’aggiunta in sala di due schermi con un rapporto d’aspetto di 2,39: 1, installati ai lati del pannello principale con un angolatura di 45°, in modo da fornire una visione panoramica a 270 gradi. Una tecnologia che abbina l’uso di tre proiettori Barco Series II, in grado di trasmettere fino a 120 fotogrammi al secondo per ogni schermo.
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Wesley Snipes in uno screenshot dal trailer di The Recall

Il primo lungometraggio ad essere proiettato nel formato BARCO a tre schermi, nel settembre 2014, è stato Maze Runner (solo i primi 10 minuti), seguito poi da La Fuga – Maze Runner e Star Trek Beyond. Ultimo in ordine di release è The Recall – film di fantascienza con Wesley Snipes e RJ Mitte– diretto da Mauro Borrelli, visual artist e concept designer del franchise di Pirati dei Caraibi e di numerosi film tra cui The Hateful Eight, Captain America – Il Primo Vendicatore, Il Mistero di Sleepy Hollow, Dark Shadows e Star Wars VIII: Gli Ultimi Jedi.
Per conoscere meglio le potenzialità del formato, abbiamo avuto il piacere di intervistare Fabio Mogavero, script developer di The Recall e assistente delle produzioni di Borrelli, che ci ha parlato del suo lavoro e della gestazione del progetto, interamente girato in Barco Escape.
Partiamo con una domanda personale. Raccontaci la tua esperienza negli Stati Uniti.
Ho frequentato un corso post-grad in development and producing alla UCLA. Nello stesso momento ho studiato sceneggiatura, all’università di Los Angeles. Dopo un breve periodo – in cui ho fatto anche il montare di mobili nelle case di ricconi – ho trovato uno stage come junior agent di attori per commercials, attività’ portata avanti per 5 mesi fino a che non sono passato a lavorare per un un sito internet di politica. Qui ho conosciuto uno dei due producer per i quali ho iniziato a collaborare su diversi film dal punto di vista del development – quindi script – e da quello della produzione, imparando come si impacchetta un film USA.
Nell’era attuale del cinema, un modo per contrastare le piattaforme di distribuzione streaming come Netflix e Amazon è offrire al pubblico un’alternativa nella fruizione dei prodotti. Il Barco Escape, insieme al VR, potrebbe rappresentare una svolta innovativa per il futuro del cinema?
Sì, l’Escape è senza dubbio una valida svolta per il futuro. Si tratta di un altro tipo di esperienza, enormemente piu coinvolgente della normale fruizione a cui siamo abituati, e anche diversificata: se lo spettatore sta entro la prima decina di file i tre schermi lo circondano ed e’ quasi chiamato a dare un suo taglio registico, a passare ad una visione attiva nel selezionare la direzione del suo sguardo. Siamo vicino ad una visione stile VR. Se invece lo spettatore si posizione nelle file più arretrate potrà godere di una visione di insieme e completa. Siamo quindi chiaramente di fronte ad una possibilità di incrementare il repeated viewing cosa che potrà solo fare piacere alla filiera di distribuzione.
Per quanto riguarda il VR, nelle sale lo vedo ancora lontano. Al momento pero’ sta venendo sempre più usato come metodo di promozione e di arricchimento dell’offerta home (digital o BR): ad esempio per the The Recall e’ stato realizzato un corto, “The Recall VR Abduction”, ambientato nell’universo del film e con gli stessi attori.
La multiproiezione del sistema Barco Escape come viene gestita a livello di riprese? Come vengono ‘customizzate’ le macchine da presa?
Comporta essere consapevoli dei dintorni della macchina da presa, un po’ come con la realtà virtuale e tutte le riprese con un angolo ampio. Qui stiamo parlando di 270 gradi, quindi la crew deve essere molto snella e attenta a rimanere nell’angolo cieco. La macchina principale utilizzata in The Recall e’ una combinazione di 3 RED Epic 6K combinate con un’apposita struttura. Detto questo, con le prossime 8K – per il fine della “semplice” visione panoramica – si può girare con una sola camera e poi croppare mantenendo un’eccellente qualità.
Wesley Snipes in una foto dal set di The Recall

Wesley Snipes in una foto dal set di The Recall

The Recall è girato in formato nativo. Dal punto di vista del montaggio, la gestione è molto più complessa? Cosa comporta a livello video e audio?
Si’ è più complessa. Specialmente se i 3 schermi vengono usati per mostrare riprese differenti. Se un film fosse montato interamente con i 3 schermi indipendenti sarebbero 3 diverse story lines da gestire, quindi lavoro triplo per il montatore. Quando utilizzato al pieno del suo potenziale l’escape propone 3 schermi organicamente complementari tra loro e in continuo movimento: a vole 3 verranno utilizzati per la stessa ripresa, a volte due con un terzo per un dettaglio o POV, altre volte 3 differenti, in altre ancora qualche schermo verra’ spento. In questo modo risulta ancora più complesso perché quello che con 3 schermi indipendenti si potrebbe teoricamente assegnare ad un solo montatore, con questa intercambiabilità e rimpallo, si moltiplica lo sforzo collaborativo degli editors.
Il Barco Escape punta ad offrire un’esperienza particolare e diversa al pubblico. Negli Usa e nel resto del mondo il BE come è stato accolto dagli spettatori?
Siamo ancora ai primi passi dell’Escape. Attualmente sono intorno a una cinquantina le sale pronte per questi film, e la conversione di nuove sale e’, come si può immaginare, complessa e costosa. Detto questo, Hollywood sembra pronta a scommettere forte su questo formato: gli Studios – e in particolare la Fox – stanno investendo molto, come anche i grandi produttori: Jerry Bruckheimer ha in produzione un film interamente girato in questo formato più il remake di uno dei suoi classici. Il programma di Barco e’ ambizioso: aprire ben 3000 sale entro il 2022.
In Italia non ci sono ancora cinema che supportano questo formato, pensi che in futuro il Barco Escape arriverà anche nel nostro Paese?
Lo spero. Bisognerebbe trovare una catena pronta ad investire sul futuro del cinema. Un pioniere. Sicuramente stanno tenendo monitorata la situazione, ma non scommetterei sul vedere una sala Escape in Italia nel brevissimo termine. In Europa il processo sara’ molto più celere. Alcuni paesi – come l’Olanda – si stano rivelando parecchio più’ ricettivi di noi ed e’ chiara la loro intenzione di trovarsi pronti quando il formato prenderà piede.
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Mauro Borrelli sul set di The Recall (2017)

A seguire il trailer e il poster ufficiale di The Recall:

the recall poster

Andrea Rurali

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