Intervista all’attrice Giada Cameriere

giada cameriere

L’attrice Giada Cameriere

Abbiamo avuto il piacere di intervistare la promettente attrice bolognese Giada Cameriere, tra le protagoniste del nuovo attesissimo horror di Francesco Longo “Clara – The Movie”. Ecco cosa ci ha raccontato!

Quando e con quali film è cominciata la tua passione per il cinema? Quali sono i tuoi film cult di sempre?
La mia passione per il cinema è iniziata quando avevo 16 anni. Con un gruppo di amiche vedevamo durante il weekend dei DVD che noleggiavamo al Blockbuster. Tra un popcorn e l’altro ridevamo, piangevamo, o ci angosciavamo, in quanto cambiavamo sempre genere di film da vedere. Il cult movie che mi ha “stregato” (se si può usare questo aggettivo) è stato “Trainspotting” di Danny Boyle. Già dalle prime immagini di un Ewan McGregor giovanissimo, ricordo che rimasi stupita e tuttora, quando mi capita di rivederlo, mi piace ancora.
Hai conseguito una laurea al DAMS di Bologna. Quanto sono serviti gli studi nella tua carriera artistica?
Il DAMS mi ha dato, a livello teorico, una grande conoscenza del cinema, non soltanto quello italiano ma anche del repertorio classico francese, come ad esempio “Fino all’ultimo respiro” di Jean Luc Godard e “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman. Devo dire che hanno influito molto positivamente sulla mia carriera artistica: ho scoperto nuovi linguaggi cinematografici appartenenti ad altri paesi che prima d’ora non avevo mai avuto modo di poter scoprire rispetto a quelli italiani che già conoscevo.

Nella tua vita artistica non c’è stato solo il cinema, ma anche il teatro e la danza. Ce ne puoi parlare?
Si, esattamente! Ho iniziato con il teatro, per caso, a 13 anni. Dovevo sostituire una ragazza che si era ammalata e non poteva più partecipare alla recita di fine anno. Il personaggio che dovevo interpretare era l’Ophelia di Shakespeare. Ricordo ancora il terrore nel salire le scale del teatro e la paura di non farcela, di non riuscire ad aprire bocca. Quando si aprì il palco però mi assalì una grande energia mischiata ad uno stato di adrenalina, non pensai più a nulla e feci la mia bella figura. Quella è stata e sarà l’esperienza più bella che porterò per sempre nel mio cuore. La danza invece nella mia vita è arrivata prima: avevo 6 anni circa e dissi a mia mamma che la cosa al mondo che mi rendeva felice era ballare. Mia madre, vedendomi già in casa che muovevo allo specchio i primi passi, mi accontentò subito iscrivendomi ad un corso di danza classica (così evitavo anche di distruggerle la camera!). Ho continuato negli anni a danzare sperimentando diversi generi di danza. Quello che più mi appassiona è la danza latino americana, la sento proprio nel sangue. Di recente, anche dopo diversi infortuni che ho subito alle ginocchia, ho dovuto fermarmi.
Hai lavorato spesso in tv, sia in RAI sia in Mediaset. Da estimatori de “L’Ispettore Coliandro” non possiamo esimerci dal farti una domanda sulla tua partecipazione a quella serie tv di culto.
“L’Ispettore Coliandro” dei Manetti Bros è una serie TV che ormai ha il marchio 100% “made in Bologna”, e quest’anno si è anche inoltrata in Romagna con mia grande felicità (visto che tengo sangue Romagnolo, oltre che Emiliano). Ho collaborato con loro per circa 2 stagioni, dal 2015 al 2017, in veste di comparsa/poliziotta della questura di Bologna. Era la mia prima esperienza in una serie nazionale. Dire che ero agitatissima è davvero riduttivo. Mi sono molto divertita, ho conosciuto attori e attrici, ma anche tecnici favolosi. Mi hanno fatto sentire davvero parte di una famiglia. Dire loro grazie è davvero poco.

Hai recitato spesso come protagonista o co-protagonista in molti cortometraggi. Quali ricordi con maggior affetto?
Il cortometraggio che ricordo con tanto affetto è stato il primo che ho girato come protagonista. Il mio personaggio era Nicole, una giovane liceale. Il titolo del corto era “Semblance of a shadow”, diretto da un giovane regista, Manuel Cavallina, che già dal primo incontro mi disse che io ero la Nicole che stava cercando. Gli devo molto perché mi affidò la mia prima parte da protagonista. Inoltre sul set ho conosciuto dei veri professionisti, come ad esempio Orfeo Orlando, un artista unico, bravissimo.
Sei una delle protagoniste di un horror indie molto atteso, “Clara – the movie” di Francesco Longo. Ci puoi parlare dettagliatamente di questo progetto? Siamo molto curiosi…
“Clara – the movie” è un progetto davvero spettacolare. Francesco Longo mi ha fatto un grande regalo, quello di poter recitare all’interno del film in lingua inglese, e mi ha affidato una parte che ho amato sin dai tempi dei casting di Clara. Ricordo che leggevo ogni giorno la sceneggiatura, anche per esercitarmi con la lingua inglese e fare memoria delle battute. Ogni giorno non vedevo l’ora di essere sul set a girare le mie scene. Ho trovato un cast, sia tecnico che artistico, giovane, dinamico, pieno di energia, impeccabile e sempre pronto all’azione. Mi sono davvero sentita aiutata, coccolata e tra amici veri. Si respirava davvero un bel clima sereno e conviviale. Anche se giravano un horror, nei break si rideva parecchio, e questo poi mi ha aiutato durante le scene per essere il più rilassata possibile.
Stai lavorando anche ad un altro progetto, una commedia, il lungometraggio “Il ritorno del Passatore” di Paolo Mariello. Ci puoi dire qualcosa?
“Il ritorno del Passatore” è una commedia girata a Cesena. La regia è di Paolo Mariello, anche lui romagnolo. Ha voluto affidarmi un personaggio molto divertente,  Jasmin una barista di paese che, per la sua sete di ricchezza ,è disposta a tutto. E troverà nella figura del Passatore un giusto alleato per le sue “tasche” . Essendo in lavorazione, non posso anticiparvi troppo, ma vi posso assicurare che si ride, e anche tanto!

Cosa ne pensi della situazione attuale del cinema indipendente italiano?
Per quanto riguarda la situazione del cinema indipendente in Italia, penso che negli ultimi anni si sia voluto dare maggior importanza non solo al genere per eccellenza più “gettonato” e prodotto, l’horror, che per carità e per fortuna esiste, è molto seguito e produce davvero delle “chicche”, come le chiamo io in gergo, assolute e originali, belle da vedere, ben studiate. Inoltre, anche se il budget molte volte non è eccessivamente buono, ho visto film di una qualità davvero ottima anche se, secondo me, i produttori dovrebbero avere più fiducia, investire di più e soprattutto mostrare maggiore interesse ai nuovi talenti emergenti. Il più delle volte hanno una voglia e una passione smisurata, che però rimane incompiuta in quanto non riescono a trovare nessuno che creda in loro e li finanzi.
Ti piace il cinema horror? Se si, quali sono i tuoi film preferiti?
Come ho sempre detto il genere horror non è tra i miei preferiti. Girando “Clara – the movie” ho però scoperto che anche l’horror può interessarmi. Mi ha incuriosito parecchio. Come certe scene vengono fatte e poi viste a film finito ti terrorizzano davvero tanto. Tra l’altro ho scoperto essere quelle più divertenti da girare. I film horror che ho visto e mi sono piaciuti sono: “Jack lo squartatore” , “Profumo – storia di un assassino”.
Stai curando la regia di una webserie low budget, “Tutto in una notte”, dove sei anche la protagonista. Ho visto la prima puntata e mi è piaciuta molto, originale, ben girata e con un’idea di base intrigante…
Esatto, ho deciso di iniziare questo nuovo percorso, scrittura per il cinema e le serie tv, che al DAMS come esame fu un bel 30 e lode davvero inaspettato. Come hai detto tu, si tratta di una webserie dal titolo ” Tutto in una notte”. Ti ringrazio che la prima clip ti sia piaciuta: è stato un esperimento che avevo in mente da diverso tempo. Non trovavo mai i giusti collaboratori. Poi, vuoi il “fato” o le giuste occasioni di lavoro che si sono create, ho conosciuto Francesco Preci. Un intrattenitore, imitatore, cabarettista, cantante. Una persona davvero unica, umana ed inimitabile, che ha accettato subito di vestire i panni del protagonista, Marco Baraldi, un poliziotto molto maldestro e che con le donne non ci sa molto fare. Anche se, con il suo fascino “alla James Dean” poi le conquista tutte. Anche qui non posso spoilerare le altre puntate, ma vi invito a vederle quando usciranno sul mio canale Youtube.

Progetti futuri?
Quest’anno sono stata davvero fortunata, come dice il buon rocker di Zocca:”Vado al massimo, vado a gonfie vele”. Ho diversi progetti nei quali sarò coinvolta. Alcuni li ho già citati sopra, altri invece li cito ora, come è giusto che sia. Sarò nel prossimo cortometraggio del regista siciliano Angelo Adam Cannella, dal titolo: “Resta qui” (anch’esso di genere horror/thriller e drammatico). A breve girerò uno spot per una piadineria abbastanza famosa a Bologna, e mi sono già arrivate 2 sceneggiature per due corti davvero interessanti, ai quali ovviamente ho già detto di sì.
Ti va di salutare i tuoi fan e i lettori di CineAvatar?
Certo! Dopo questa bella chiacchierata quasi mi dispiace sia arrivato il momento dei saluti. A chi mi segue e a chi deciderà di seguirmi posso solo che abbracciarvi e baciarvi (per ora virtualmente) e dirvi grazie per l’affetto e l’amore che ogni giorno mi dimostrate. Ai Lettori di Cineavatar e a te, Massimo, vi mando un saluto megagalattico. E grazie di avermi dedicato un po’ del vostro tempo. Spero davvero di avervi fatto sorridere e avervi deliziato su cosa per me rappresenta il cinema, e non solo. Baci a tutti. Ciao!

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