Venezia 73: PETS, la recensione del cartoon targato Illumination Entertainment

The Secret Life of Pets - Photo: courtesy of La Biennale di Venezia

The Secret Life of Pets – Photo: courtesy of La Biennale di Venezia

Che cosa fanno gli animali domestici quando i padroni escono di casa?
È questo il quesito sul quale si basa Pets – Vita da animali, nuovo progetto firmato da Chris Renaud e Yarrow Cheney, che, sfortunatamente, trova risposta nei primi minuti per poi virare verso un racconto molto più avventuroso, classico e spensierato.
Max è un cane e vive a New York con Katie. Giocherellone e fedele trascorre la sua giornata aspettando il ritorno a casa della padrona domandosi cosa facciano gli umani tutto il giorno fuori casa. La vita di Max cambierà però radicalmente con l’arrivo di un nuovo cane, Duke, e i due saranno costretti a collaborare per riuscire a fuggire da una banda di animali randagi capitanata da un coniglietto psicopatico.
Un inizio esilarante quello evocato dall’immaginazione dalla casa di produzione di Chris Meledandri, la Illumination Entertainment, costellato di animaletti intenti a saccheggiare frigoriferi, guardare soap opera o ascoltare musica metal; un quadro caotico e coloratissimo che lascia presto spazio ad una narrazione ricca di gag e situazioni assurde.
È sicuramente un cartone animato legato alla tradizione e rivolto ad un pubblico molto giovane piuttosto che ad un target ‘universale’ di spettatori, nonostante alcuni tentativi, non pienamente riusciti, di nobilitare i personaggi attraverso un linguaggio più adulto maturo.
La storia di Pets è vivace e arricchita dai simpatici protagonisti, bizzarri nelle loro espressioni e caratterialmente differenti tra loro. La scelta di sfaccettarli e contraddistinguerli nella loro diversità, attraverso i piccoli dettagli e l’inserimento in una quotidianità che ne favorisce il legame empatico con i giovani spettatori, è resa sapientemente dal lavoro degli sceneggiatori e del team creativo chiamato in causa.
Presentato nella sezione trasversale “Cinema nel Giardino” alla 73. Mostra del Cinema di Venezia, il film di Chris Renaud e Yarrow Cheney corre lungo i binari di una storia lineare, senza troppi intrecci che rimbalza da una sequenza all’altra senza sosta, mantenendo un ritmo incessante che, però rimane fine a sé stesso, quasi a far rimpiangere a tratti i fasti e l’originalità di prodotti come Cattivissimo Me e Minions (quest’ultimi sono protagonisti di un esilarante cortometraggio in apertura della proiezione).
Resta, in definitiva, un divertente prodotto di intrattenimento che si rivolge alle famiglie e al tempo stesso sfoggia quella vena creativa che ha contraddistinto le opere funamboliche della Illumination e del suo padre fondatore, Mr. Chris Meledandri.
Michela Vasini

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