L’ETÀ IMPERFETTA, la recensione del film di Ulisse Lendaro

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L'Età Imperfetta - Foto: Ufficio Stampa
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L’Età Imperfetta – Foto: Ufficio Stampa
Presentato al Festival del Cinema di Roma 2017 nella sezione Alice nella Città, L’Età imperfetta, opera prima di Ulisse Lendaro, racconta l’amicizia fra Camilla e Sara, due adolescenti legate dalla passione per la danza. Camilla è una ragazza tranquilla con una famiglia unita e una sorellina più piccola che la imita in tutto. Il padre di Camilla sostiene la ragazza e il suo sogno di diventare ballerina mentre la madre, una donna dell’est con i piedi per terra, ricorda costantemente alla figlia di non concentrarsi su quell’unico obbiettivo ma di pensare ad una vita stabile. Camilla ha 17 anni. Sara invece ne ha 18, ha la patente ed è più emancipata, complici una madre assente e un padre benestante che le lascia vivere la sua vita senza esserne partecipe. Le due ragazze frequentano la stessa scuola di danza ed hanno un unico obbiettivo: essere selezionate per un importante stage in una prestigiosa accademia francese. Camilla vive questa esperienza di preparazione all’audizione con fermezza e concentrazione mentre Sara, più disinibita e navigata nelle relazioni sociali, si concede a festini e momenti di svago per alleviare la tensione.
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L’Età Imperfetta – Foto: Ufficio Stampa
La sceneggiatura descrive molto bene questi due caratteri opposti e l’interpretazione delle due  protagoniste, Marina Occhionero nel ruolo di Camilla e Paola Calliani in quello di Sara, è intensa e coinvolgente. Le due attrici lasciano trasparire tutte le sfumature dei loro personaggi con la complicità di una regia attenta, capace di immedesimarsi e amplificare le situazioni vissute dalle protagoniste.
La macchina da presa si sofferma particolarmente su Camilla con dei primissimi piani, figura più silenziosa ma molto comunicativa. Sarà il suo personaggio a mutarsi nel corso della storia. Un importante uso della musica accentua le scelte registiche sia per il fatto che le due ragazze sono ballerine ma anche per sottolineare le emozioni e le tensioni. Il tema dell’adolescenza è trattato in modo elegante mostrando come determinati incontri in questa “età imperfetta” possano portare a scelte discutibili ed estreme.
Lo spettatore non arriva a schierarsi con una delle due protagoniste perché queste non sono connotate soltanto in maniera positiva o negativa ma vengono mostrate semplicemente nelle loro condivisioni e nella loro rivalità.