Addio a Ermanno Olmi, regista del film L’albero degli zoccoli

Ermanno Olmi

Il regista Ermanno Olmi

Il cinema italiano piange il grande Ermanno Olmi, regista e sceneggiatore scomparso ad Asiago all’età di 86 anni.
Nato a Bergamo il 24 luglio 1931, Olmi inizia il suo percorso artistico studiando presso l’Accademia d’Arte Drammatica di Milano. In quel periodo comincia a lavorare come fattorino presso la Edisonvolta, azienda che gli affida l’organizzazione delle arti ricreative interne. È così che Olmi si avvicina alla macchina da presa e dirige i suoi primi progetti per documentare le produzioni industriali.
Alla fine degli anni ’50 compie il grande salto al cinema: nel 1959 firma il suo lungometraggio d’esordio Il Tempo si è Fermato, da lui scritto e diretto. Ma è il 1978 l’anno della sua consacrazione: Olmi porta alla luce quello che in molti considerano il suo vero capolavoro, L’Albero degli Zoccoli, che conquista al Festival di Cannes la Palma d’Oro.
Colpito dalla sindrome di Guilain-Barré, una grave malattia che si manifesta con paralisi progressiva agli arti, Ermanno Olmi si ritira dalle scene per poi tornare nel 1987 con Lunga Vita alla Signora!, film che riceve il Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia. Nell’anno successivo vince il Leone d’Oro al Lido con La Leggenda del Santo Bevitore e, successivamente, quattro David di Donatello.
Dopo oltre 10 anni, nel 2001, il regista realizza Il Mestiere delle Armi: il lungometraggio ottiene un notevole successo al Festival di Cannes e nel 2002 si aggiudica ben 9 David di Donatello.
Nel 2003 dirige Bud Spencer in Cantando dietro i Paraventi, film ambientato nella Cina Imperiale e basato sulla vera storia della piratessa Ching. Il suo ultimo lungometraggio Torneranno i Prati risale al 2014: l’opera, uscita in concomitanza con le celebrazioni del centenario della prima guerra mondiale, vince 8 David di Donatello.

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