RESIDENT EVIL 6 – THE FINAL CHAPTER, una recensione e 6 curiosità

Resident Evil 6 the final chapter

Resident Evil 6, la storia sta per finire.

Resident Evil 6 – The Final Chapter è un pastiche di inquadrature confusionarie e di risvolti di trama improbabili e\o prevedibili. Ma, una volta entrati nel gioco ordito dal regista Paul W. S. Anderson, non può che essere ammirato.
Il capitolo finale della saga di Resident Evil porta all’estremo le possibilità date dal budget di 40 milioni. Nonostante infatti il costo di produzione sia nettamente inferiore alla media dei blockbuster odierni, la voglia di creare uno spettacolo sensoriale è evidente e si sente.
Resident Evil 6 restituisce tutto quello che promette. È un guilty pleasure per i fan del franchise (cinematografico) e un’esperienza orrorifica (nel senso di terribile) per i cinefili più raffinati. Seguendo la tipica struttura videoludica, quest’ultimo film (ma sarà davvero l’ultimo?) porta Alice (Milla Jovovich) ad affrontare l’ultima prova. Il boss finale, chiamiamolo così, non è altro che un ritorno tra le braccia della Umbrella Corporation, che la porterà a scoprire le sue vere origini. Certo, non si può dire che i colpi di scena siano particolarmente difficili da intuire, ma non è questo il punto del blockbuster.
La saga di Resident Evil avrà ancora spazio nella storia del cinema? Stando al titolo dell’ultimo progetto, probabilmente no. Eppure è ammirevole l’enfasi di questo sesto episodio. La sensazione di assistere a una fine attesissima e sentita, girata e prodotta solo per il proprio pubblico, è forte. La storia di Alice parla ormai alla propria nicchia di appassionati. Paul W.S Anderson ignora completamente ogni regola cinematografica, si dimentica di creare suspense, fa avanzare la storia attraverso momenti slegati tra loro. Eppure lo sguardo della macchina da presa verso Alice è un qualcosa di affascinante, seppur risibile. C’è tanta passione in un film non proprio riuscito. C’è l’amore e la venerazione nei confronti di un mondo che ha imparato a camminare con le proprie gambe. Resident Evil 6 non vive sul suo essere un’opera cinematografica ma sopravvive grazie alla sua straordinaria mitologia che, senza le stampelle di un veicolo di qualità, è entrata nell’immaginario collettivo e nella cultura popolare.
Resident Evil: the Final Chapter

Resident Evil 6: The Final Chapter

E ora, alcune curiosità sul film

1) La sceneggiatura del primo film era stata scritta da George Romero ma è stata rifiutata dalla produzione.
Secondo le idee del maestro la saga avrebbe dovuto essere più fedele al videogioco da cui è tratta. La produzione ha però deciso di modificare lo script in funzione di una storia più “Hi-Tech”.
2) L’eroina Alice è stata ispirata all’omonimo personaggio nato dalla penna di Lewis Carroll.
Non esiste infatti nessuna Alice nella versione videoludica di Resident Evil. L’influenza di Alice nel paese delle meraviglie (meraviglie si fa per dire) è molto forte nel film. Dato il successo della saga, l’idea di creare un nuovo personaggio sembra avere pagato in termini di successo.
3) Ogni film di Resident Evil presenta una differente “color palette”
La fotografia dei sei capitoli adotta uno stile differente di volta in volta. Ogni film ha infatti un colore dominante. Quando i personaggi ritornano nei luoghi delle pellicole precedenti i colori vengono ripresi.
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Resident Evil 6: The Final Chapter

4) Il quinto e il sesto film avrebbero dovuto essere girati contemporaneamente
I piani originali del regista erano infatti di creare un finale della saga in due parti, girando le pellicole back to back. Al momento della produzione i due film sono rimasti indipendenti l’uno dall’altro, con l’unica eccezione per la tagline del quinto che promuoveva il lungometraggio come “è l’inizio della fine”.
5) Un terribile incidente durante le riprese del film
La stunt-woman Olivia Jackson è stata vittima di un terribile incidente. Durante le riprese dell’ultimo capitolo la controfigura si è schiantata contro un braccio metallico mentre guidava una moto. Le ferite sono state tali che i medici hanno dovuto amputarle un braccio.
6) Youtubers Zombie
Alcuni YouTubers si trovavano a Capetown per una convention mentre, a poca distanza, si svolgevano le riprese del film. La produzione ha dato loro la possibilità di apparire in alcune sequenze come zombie.
Gabriele Lingiardi

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