CACCIA AL TESORO, la recensione della nuova commedia dei Vanzina

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caccia al tesoro recensione
Serena Rossi, Vincenzo Salemme e Carlo Buccirosso in una foto di scena di Caccia al Tesoro
caccia al tesoro
Carlo Buccirosso, Christiane Filangieri, Vincenzo Salemme e Serena Rossi
Dopo Non si ruba a casa dei ladri, i fratelli Vanzina tornano al cinema con Caccia al tesoro, commedia che prende spunto da Operazione San Gennaro di Dino Risi per rendere omaggio a Napoli e alla sua importanza nel panorama dell’umorismo e del cinema popolare italiano.
Protagonista del film è Domenico, interpretato da Vincenzo Salemme, un attore fallito che vive nella casa della cognata Rosetta (Serena Rossi) con il nipotino di nove anni affetto da una malattia cardiaca grave ma anche operabile. La guarigione del bambino è possibile solo sottoponendolo ad un’operazione negli Stati Uniti dal costo elevato, circa 160 mila euro. Domenico e Rosetta decidono di chiedere un miracolo a San Gennaro e mentre si confidano ad alta voce con il Santo, questo sembra rispondergli dando il via libera a rubare una pietra della sua preziosa mitra custodita nel museo all’interno della cripta della chiesa. Accanto alla coppia troviamo Ferdinando (Carlo Buccirosso), un padre con debiti e fresco di separazione, ascolta l’intera conversazione e minaccia di rivelare tutto alla polizia a meno che anche lui entri a far parte del colpo. Così Domenico e Ferdinando si associano e organizzano per rubare la mitra. La sera del furto, dopo aver colto sul posto altri due ladri romani con il loro stesso intento (Max Tortora e Christiane Filangieri), si accorgono che il “tesoro di San Gennaro” è stato trasferito per una mostra a Torino. Inizia così la caccia al tesoro che si districherà in svariate, e ironiche, (dis)avventure.
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Serena Rossi, Vincenzo Salemme e Carlo Buccirosso in una foto di Caccia al Tesoro
L’idea dei Vanzina di unificare, all’interno del film, nord e sud Italia ha del potenziale: la vicenda, che si sviluppa fra Napoli, Torino, Cannes e mostra caratteristiche diverse dei suoi abitanti, funziona anche se, nonostante i continui cambi di location e le peripezie dei personaggi, vive di momenti di grande staticità. Il vero motore della commedia sono gli attori (anche se non tutti i tempi comici sono riuscitissimi). Sopratutto il personaggio interpretato da Vincenzo Salemme, che si diverte a giocare con gli accenti e a improvvisare come se tutta la vita fosse una commedia. Lo spirito di Caccia al Tesoro è genuino, come testimoniato dallo stesso finale, ma sembra che il potenziale non sia stato totalmente sfruttato per quella che poteva essere una commedia molto più convincente.