Al via il 18 marzo il 28° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina

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Festival del Cinema Africano d'Asia e America Latina

Une Saison en France
di Mahamat Saleh Haroun
apre la 28ma edizione del Festival del Cinema Africano, D’Asia e America Latina
Opening Night | Auditorium San Fedele di Milano | domenica 18 marzo, ore 20.30

Festival del Cinema Africano d'Asia e America Latina
Il banner del Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina
Sarà l’anteprima italiana di Une saison en France di Mahamat Saleh Haroun, con Eriq Ebouaney e Sandrine Bonnaire, ad aprire il 28° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina.
Presentato al Toronto Film FestivalUne saison en France è il settimo film del celebre regista ciadiano – Premio Speciale della Giuria a Venezia con Daratt e Premio della Giuria a Cannes con Un homme qui crie – ma il suo primo girato in Francia.
Anche in Francia i temi dell’immigrazione continuano ad ispirare i registi e con Une saison en France, Haroun dà il suo contributo alla causa. Il film racconta infatti un dramma intimo, affrontando la questione scottante dei richiedenti asilo senza retorica né cliché mediatici, grazie anche all’interpretazione intensa e senza sbavature dei protagonisti Ebouaney e Bonnaire.
M. S. Haroun ha dichiarato:
Il cinema oggi non fa che mostrare l’estraneità dello straniero e ci dice che dobbiamo “tollerarlo” malgrado la sua diversità. Il mio desiderio in questo film era quello di ricondurlo ad una dimensione comune, per mostrare che c’è realmente qualcosa che si può condividere
Une saison en France (Francia/Ciad 2017, 97′) racconta la storia di Abbas, un insegnante di francese, ha lasciato il suo villaggio nell’Africa Centrale per ricostruirsi una vita in Francia. Mentre aspetta di ottenere lo status di rifugiato, organizza la sua vita: manda a scuola i figli e lavora al mercato, dove incontra e si innamora di Carole. Ma se la sua richiesta d’asilo non  fosse accettata, cosa accadrebbe di questi frammenti di vita normale che ha messo insieme faticosamente?
Sin dagli inizi della sua carriera con il suo primo cortometraggio Maral Tanie del 1994, Mahamat Saleh Haroun è stato ospite del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina. Nato in Ciad, il regista ottiene i primi riconoscimenti già con il suo cortometraggio d’esordio e il suo primo lungometraggio Bye-bye Africa viene premiato nel 1999 come Miglior Film al Festival di Venezia. Successivamente Haroun dirige Abouna (Our Father), Quinzaine des Réalisateurs a Cannes 2002, Daratt (Premio Speciale della Giuria, Festival di Venezia 2006), Un homme qui crie (Premio della Giuria, Festival di  Cannes 2010) e Grigris (Prix Vulcain per La Migliore Fotografia, Concorso Ufficiale, Festival di Cannes 2013).
Hissein Habré, une tragédie tchadienne, il suo primo documentario, è stato presentato in Selezione Ufficiale – Proiezione speciale, al Festival di Cannes 2016. Une saison en France è il suo primo film girato in Francia ed è interpretato da Eriq Ebouaney e Sandrine Bonnaire. Nel 2006, il Museum of Modern Art (MoMA), di New York ha reso omaggio ad Haroun presentando una retrospettiva dei suoi film. Nel 2010, il filmmaker ha conquistato il Premio Robert Bresson per la carriera. Nel 2013, Mahamat-Saleh Haroun ha ricevuto la Medaglia Fellini dell’UNESCO.
Fonte: ufficio stampa