AUTOPSY, la recensione dell’horror con Emile Hirsch e Brian Cox

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autopsy recensione
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Il poster italiano di Autopsy
Autopsy è il primo film in lingua inglese del regista norvegese André Øvredal, un horror claustrofobico che cattura l’attenzione dello spettatore sin dai fotogrammi di apertura.
La famiglia Tilden gestisce da generazioni un obitorio (costruito sotto casa) in un piccolo paese di provincia. Sono rimasti in due, Tommy Tilden e suo figlio Austin, talmente bravi che la polizia si rivolge a loro. In una notte tempestosa arriva un cadavere di una donna non identificata: sarà l’inizio di un vero e proprio incubo.
Meno si dice di Autopsy, meglio è. Il principale pregio del film di Øvredal è infatti la capacità di sorprendere e di spaventare veramente. Nella prima parte vengono introdotti gli elementi tipici del genere orrorifico (gli specchi, ad esempio) con cui il regista gioca per ricreare l’effetto suspense, in un crescendo di trepidazione. Nonostante sia girato in un unico ambiente, Autopsy non è assolutamente statico. La dinamica dell’esame autoptico porta a nuove scoperte (di cui non vi anticipiamo nulla) davvero inquietanti.
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Brian Cox ed Emile Hirsch in un’immagine di Autopsy
La sapiente regia di Øvredal riesce a creare un’atmosfera cupa e asfissiante con luci soffuse e giochi di ombre. Non è un caso che maestri del calibro di Stephen King e Guillermo Del Toro si siano complimentati con il filmmaker.
Il merito va dato anche ai due attori protagonisti Brian Cox ed Emile Hirsch (Into The Wild). Gran parte del lungometraggio è incentrato sul loro rapporto, che viene sviscerato (letteralmente) poco per volta così come il cadavere.
Anche gli amanti dello splatter non rimarranno delusi, si parla del resto di un’autopsia. Tuttavia lo sguardo di Øvredal, almeno nel primo atto, appare clinico e freddo; nel secondo invece l’intenzione del regista diventa più chiara e, malgrado subentri un calo della tensione, il film non sembra risentirne. È un peccato, però, che la pellicola inizi a percorrere una strada già molto battuta e che quindi incappi in qualche cliché poco convincente.
Bisogna sottolineare che Autopsy, a differenza di recenti horror come Babadook o The Witch, è un film pensato prevalentemente per intrattenere. Se la trama può richiamare il body horror, scordatevi il cinema del primo Cronenberg, poiché si tratta di pellicole che nascono da esigenze completamente diverse.
Autopsy deve essere preso come un brillante prodotto di genere, realizzato principalmente per i cultori e gli appassionati di horror.

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