Dinosauri, bugie e tradimenti per il lunedì delle Giornate degli Autori 2019

Lunedì 2 settembre le Giornate degli Autori tornano a scommettere sul delicato tema della spiritualità che ricorre in molti film della selezione ufficiale, attraversando i tanti paesi rappresentati nel concorso per il GdA Director’s  Award. Questa volta è il franco polacco Corpus Christi di Jan Komasa, già al Lido nel 2011 con il suo primo lungometraggio Sala samobójców(Orizzonti). Con il suo terzo film narra alle Giornate “il mistero delle esperienze spirituali, sacre e profane”, dichiara il regista, “Il protagonista del film sente una vocazione ma non sa che uso farne a causa dei limiti imposti dalle istituzioni”. Corpus Christi sarà presentato in Sala Perla alle 17.00 alla presenza del regista e dell’attore protagonista Bartosz Bielenia.

L’Evento Speciale di questo lunedì sarà invece l’italiano Mio fratello rincorre i dinosauri dove un coro di attori come Alessandro GassmanIsabella Ragonese Rossy de Palma accompagna i giovanissimi protagonisti in un film sulla paura del giudizio degli altri per superare la quale ci si inventa una nuova identità, tra bugie e molta fantasia. Questo family movie è l’opera prima diStefano Cipani, membro del collettivo d’arte e cinema theSPONKstudios e autore di numerosi cortometraggi e video musicali. Gli attori e il regista introdurranno il film alle 11.30 di domani in Sala Perla.

Corpus Christi di Jan Komasa è la storia di DanieI, un ventenne che vive una trasformazione spirituale mentre sconta la sua pena in un centro di detenzione: vorrebbe farsi prete ma questa possibilità gli è preclusa per la sua fedina penale. Per equivoco viene scambiato per il parroco della comunità nella quale si trasferisce. Il suo arrivo diventa l’occasione per tutti, scossi da una tragedia avvenuta qualche tempo prima, per cominciare a rimarginare profonde ferite.

“A volte al cinema le bugie – dice Giorgio Gosetti, direttore delle Giornate – sono l’input di storie straordinarie che immaginano vite altrimenti inesistenti. I nostri film di oggi, ciascuno a modo suo, accompagnano una riflessione su quell’istinto umano di costruirsi un’identità nella quale sentirsi comodi. La fede di un ex galeotto che si veste da prete e un adolescente che immagina suo fratello rincorrere dinosauri: niente di più normale in quella metafora che è il cinema, niente di più lineare in quel quotidiano in cui ciascuno ha il diritto di essere quello che immagina di se stesso”.

Tra gli appuntamenti di domani alla Villa degli Autori c’è quello con Marco Bellocchio (alle 17.30) che da oltre cinquant’anni racconta l’Italia al cinema. Sarà un incontro pubblico, aperto specialmente ai giovani, che si inserisce quell’attività di ricerca e approfondimento che rappresenta la vera costante delle Giornate degli Autori. Dopo il grande successo all’ultima edizione del  Festival di Cannes de Il traditore, Bellocchio dialogherà con Andrea Purgatori (Presidente delle Giornate) e Giorgio Gosetti (Direttore) sul suo cinema e sul tema del tradimento nella tradizione storica italiana (anche cinematografica). In questa occasione Marco Bellocchio riceverà il Premio SIAE raccogliendo il testimone da Mario Martone premiato nel 2018. “Il riconoscimento gli viene assegnato – come si legge nella motivazione – in un anno importante della sua carriera segnato dal completamento di una trilogia di storia italiana che ha già regalato capolavori come Buongiorno notte Vincere. Ma il premio segnala anche il suo impegno costante a difesa dei diritti di tutti gli autori”.

A fine serata l’appuntamento è con un’altra delle “Notti Veneziane” in compagnia di “Isola Edipo” che presenta in anteprima al pubblico di Venezia il restauro del film Bless their Little hearts diBilly Woodberry (1984) che racconta uno spaccato di vita afroamericana nella Los Angeles di quel movimento cinematografico chiamato L.A. Rebellion sviluppatosi tra gli anni Settanta e Ottanta. L’appuntamento è alla Villa degli Autori alle 21.30.

Fonte e immagini: ufficio stampa

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