
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Leonardo Barone, regista di La Maschera Nera e del nuovo progetto Black Hole. Ecco cosa ci ha raccontato!
Buongiorno Leonardo. Parlando subito di cinema, quali sono i cult che hanno segnato la tua infanzia e adolescenza?
Buongiorno Massimo. Sono moltissimi i cult che mi hanno colpito durante quel periodo, i miei generi preferiti sono sempre stati, sin da ragazzino, i film di azione, così come gli horror, i thriller, e in generale tutti i film di genere sci-fi. Tra quest’ultimi ricordo con affetto diverse pellicole di John Carpenter, “Essi Vivono”, “La Cosa”, “1997 : Fuga da New York”, molti lavori di James Cameron, “Terminator” , “Terminator 2”, “Aliens”, “The Abyss”, anche Ridley Scott, con capolavori come “Alien”, “Blade Runner” e “Black Rain”, è sicuramente un regista che mi ha segnato molto. Infine non posso non citare la fantastica trilogia di “Guerre Stellari”. Da bambino invece fui fortemente influenzato dai film di arti marziali di Bruce Lee, dalle commedie di Bud Spencer e Terence Hill, ma anche da pellicole come “Rocky”. Infine ho amato tutto il filone di film action che ha invaso il cinema dagli inizi degli anni 80 fino alla fine dei 90, tra questi i miei preferiti sono sicuramente la saga di “Arma letale”, “Die Hard” ed il film “Speed”. Mi fermo qui altrimenti scrivo un poema…
Dal 2015 in poi hai cominciato non solo a vedere cinema, ma a realizzarlo, con dei video su Facebook e Youtube. Ci racconti di questi tuoi primi esperimenti?
Grazie alla diffusione di internet ho potuto dare sfogo alla mia passione e a far si che gli altri la apprezzassero. Chi mi segue dall’inizio lo sa bene, ho iniziato nel 2015 usando uno smartphone appoggiato su un paio di sedie l’una sopra l’altra per far si che mi riprendesse in mezza figura. Lo smartphone mi riprendeva mentre entravo nella mia palestra, poi nel montaggio facevo in modo che sembrasse che davanti a me ci fosse un famoso maestro di arti marziali, entrato nella mia palestra per sfidarmi. Erano i miei primi esperimenti, dei brevi video adatti a Facebook, semplici ma divertenti. Mi hanno permesso di crescere, un buon training prima di passare a qualcosa di più impegnativo.
In passato hai frequentato dei corsi di cinema e teatro. Quanto sono serviti a livello pratico e artistico?
Frequento da un paio di anni il laboratorio teatrale “Prendi l’arte e mettila ovunque” a Piombino. Il laboratorio mi è tornato molto utile per migliorare come attore. Oltretutto è già la seconda volta che coinvolgo in un mio progetto alcuni membri. Si, nel 2017 ho frequentato un breve corso di regia a San Vincenzo, era un corso base, ma alcuni concetti sono serviti a rendermi molto più chiaro come si crea un film.
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Nel 2018 giri il tuo primo lungometraggio, “La Maschera Nera”, che vince subito un premio al Tuscany Web Fest. Ci puoi parlare della genesi e realizzazione di questo progetto?
Prendendo ispirazione da una delle mie saghe di fantascienza preferite, “Ritorno al futuro”, e dai numerosi cinecomic che vanno molto di moda adesso, nel 2017 iniziai a scrivere la sceneggiatura di “La Maschera Nera”. Mi ci è voluto un anno di lavoro, non è stato facile realizzare un film di 90 minuti tutto da solo. Comunque, nonostante l’impronta amatoriale, è riuscito ad aggiudicarsi un premio alla seconda edizione del Tuscany Web Fest. Un giorno mi piacerebbe farne un remake realizzato in modo professionale.
Parlando di cinema horror, quali sono i tuoi film preferiti, sia italiani sia stranieri?
Sono cresciuto con la saga di “Venerdì 13” e film horror come “La Macchina Nera”, “Christine, la macchina infernale”. Uno dei miei preferiti è sicuramente “Dovevi essere morta” (1986, Wes Craven), ma il migliore di tutti secondo me resta “Shining” del maestro Stanley Kubrick. Tra le produzioni italiane invece, sicuramente “Suspiria” e “Phenomena”.
Cosa ne pensi della scena attuale del cinema indie horror italiano?
Seguo con molto interesse il cinema indipendente, anche se vi sono meno mezzi e soldi per girare un film, ma molte più idee rispetto al cinema tradizionale dove oggi si tende a fare sempre più remake e sequel su sequel.
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