EU, MEU PAI E OS CARIOCAS: la musica nella storia del Brasile – Recensione

eu meu pai e os cariocas

Il quintetto Os Cariocas nei primi anni di carriera

Lùcia Verissimo, attrice televisiva e figlia d’arte, esordisce alla regia con Eu, Meu Pau E Os Cariocas un sentito omaggio al padre Severino Filho.
Celebre cantante e arrangiatore brasiliano, pioniere della bossa nova col suo gruppo vocale Os Cariocas, Severino ha una storia inscindibile da quella del suo Paese. La figlia, che ammette candidamente fin dall’inizio tutta l’ammirazione per quello che definisce il suo migliore amico, dimostra di saper ben intrecciare i tumultuosi eventi politici locali degli ultimi 70 anni  con le vicende più personali e professionali del gruppo.
Nel documentario, presentato al festival Agenda Brasil di Roma, le vicende del gruppo vivono anche attraverso i racconti di leggende della musica brasiliana come Caetano Veloso e Chico Buarque.

BRASIL

Tutto ebbe inizio a Rio De Janeiro, vitale e frizzante snodo della creatività musicale brasiliana.
Nel 1942 i fratelli Ismael Netto e Severino Filho fondarono il gruppo Os Cariocas, raggiungendo in breve tempo la notorietà grazie alle assidue partecipazioni ai programmi radiofonici nazionali.
Gétulio Vargas, dittatore fino al suicidio nel 1945, aveva capito l’importanza di uno strumento di comunicazione di massa dando vita alla potentissima emittente Radio Nacional, basata proprio a Rio, che fece esplodere il fenomeno Os Cariocas.
Da lì ai tour mondiali il passo fu breve, con grande successo anche negli USA. Alla morte prematura di Ismael, il fratello Severino prese le redini del gruppo. Sfogando tutta la sua creatività e bravura negli arrangiamenti, divenne presto un punto di riferimento con cui ogni musicista voleva collaborare.
Ma gli scontri politici sfociarono ben presto in violenza…
Dopo quasi un ventennio di democrazia il colpo di Stato militare del 1964 riportò la dittatura, che soffocò i diritti umani e censurò l’arte. Severino sciolse il gruppo, non potendo assecondare lo status quo sociale, per ritornare con la stessa formazione sulle scene solo nel 1988 e cominciare una seconda carriera ancora più di successo, fino ai giorni nostri.

Lùcia Verissimo in duetto col padre Severino Filho

RIO, UN PADRE E UNA FIGLIA

L’amore della regista verso il padre è il punto centrale del documentario.
Eu, Meu Pai E Os Cariocas si snoda agilmente tra video d’epoca e interviste ad amici, ammiratori e collaboratori di Severino.
C’è un filo conduttore che guida sempre la narrazione degli eventi: la centralità della città di Rio De Janeiro. Come in un eterno ritorno, è lì che i discorsi iniziano e finiscono. È lì che vive e pulsa la “febbre” creativa che non poteva nascere in nessun altro luogo. Più di una casa, più di una semplice città, Rio si trasforma in un’idea, in un luogo sì, ma della mente e del cuore. Onnipresente musa palpitante e colorata a dispetto di tutte le ombre della Storia.
Alcuni momenti particolarmente toccanti come i racconti degli artisti sulle violenze degli anni ’60, il ritorno sulle scene con l’addio di uno dei componenti e la brillante conclusione del documentario restano impressi nella mente.
Che sia proprio la gioiosa musica ad accompagnare l’intera vicenda? L’amore per la storia narrata? L’inguaribile spirito vitale che pervade tutti i partecipanti?
Forse per tutti questi elementi, Eu, Meu Pai E Os Cariocas non annoia mai. Anzi, l’opera prima di Lùcia Verissimo, insieme testimonianza e omaggio, scorre rapida e scattante come uno degli spartiti arrangiati da Severino Filho.
Un uomo a volte introverso e difficile da decifrare, ma che attraverso gli occhi di Lùcia e dei tanti artisti che ha influenzato rivive sulle note depositate nella baia di quel luogo chiamato Rio De Janeiro.

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