BLACK OR WHITE, la recensione

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Dopo i successi di Litigi d’amore (2005) e Il diario di Jack (2006), il regista Mike Binder ci riprova con Black or White, dramedy a sfondo sociale che focalizza l’attenzione su uno dei temi iper-trattati al cinema: il razzismo. Un argomento che ormai non desta di certo stupore nel pubblico, se non per la capacità del regista di mescolare momenti tragici e parentesi divertenti nella stessa pellicola.
L’avvocato Elliot Anderson (Kevin Costner), dopo aver perso la moglie in un incidente, deve affrontare una battaglia legale per l’affidamento della nipote, avuta da una relazione tra la figlia, morta durante il parto, e un ragazzo di colore.
La poca affidabilità del padre della bambina, per i suoi abusi di droga, causerà continui scontri sia fisici che verbali con Elliot.
Ma il protagonista dovrà vedersela anche con Nonna Wee Wee (Octavia Spencer), la madre del ragazzo, che accusa Elliot di essere un alcolizzato.
Partendo da Kevin Kostner e Octavia Spencer, il film sembra essere costruito proprio per dare rilievo ai due attori che risultano le uniche e vere presenze rilevanti della storia.
Per Kostner era forse arrivato il momento di interpretare un ruolo di questo genere, vista ormai la sua lunga esperienza nel campo, del “nonno” appunto che la sa molto più lunga degli altri e che in passato ha rivestito ruoli noti e celebrati, quali il principe dei ladri in Robin Hood (1991), l’anfibio in Waterworld (1995) e il bodyguard ne La guardia del corpo(1992).
Ma la Spencer, che ricorderemo per la sua interpretazione nei panni di Twila in Big Mama (2000), sembra tenergli testa dimostrandosi molto determinata e aggressiva.
Mike Binder, però, non è purtroppo il primo ad affrontare questi problemi che sono ormai all’ordine del giorno, ma se ha deciso di percorrere questa direzione è perché evidentemente lo ha ritenuto necessario, e nonostante il “progresso” della civiltà, davanti al razzismo non si è tirato di certo indietro; il regista in cuor suo ha sentito il bisogno ancora una volta di ricordarcelo.

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