Venezia 81: Peter Weir Leone d’Oro alla carriera

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Il regista e sceneggiatore australiano riceverà il riconoscimento alla prossima Mostra del Cinema che si terrà dal 28 agosto al 7 settembre

Peter Weir, il leggendario filmmaker australiano stimato in tutto il mondo per opere come “Witness – Il Testimone“, “L’Attimo Fuggente” e “The Truman Show“, è stato insignito dalla Biennale Cinema del Leone d’Oro alla carriera, alla vigilia degli 80 anni che compirà il prossimo 21 agosto. Il Cda della Biennale ha abbracciato e accettato la decisione su proposta del direttore della Mostra Alberto Barbera. «La Mostra del Cinema di Venezia e il suo Leone d’Oro fanno parte dell’immaginario del nostro mestiere – ha dichiarato Peter Weir, appena ha ricevuto la notizia – Essere premiati per il lavoro di una vita come registi, è un grande onore».

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«Con soli 13 film realizzati nell’arco di quarant’anni, Peter Weir si è assicurato un posto nel firmamento dei grandi registi del cinema moderno», ha commentato il diretto Alberto Barbera motivando la decisione. «Alla fine degli anni Settanta, si era affermato come l’autore principale della rinascita del cinema australiano in virtù di due lavori, “Le macchine che distrussero Parigi” e “Picnic ad Hanging Rock”, il secondo dei quali acquisterà nel corso degli anni lo statuto di film culto.

Il successo internazionale dei due film successivi, Gli anni spezzati e Un anno vissuto pericolosamente, gli aprirono le porte del cinema hollywoodiano, del quale divenne in breve uno dei principali protagonisti, fautore di un cinema in grado di coniugare la riflessione su tematiche personali e l’esigenza di rivolgersi ad un pubblico il più vasto possibile. Pur nella diversità dei soggetti affrontati, non è difficile rinvenire nel suo cinema, insieme audace, rigoroso e spettacolare, la costante di una sensibilità che gli consente di affrontare tematiche eminentemente moderne, come il fascino per la natura e i suoi misteri, la crisi degli adulti nelle società consumiste, le difficoltà dell’educazione dei giovani alla vita, la tentazione dell’isolamento fisico e culturale, ma anche il richiamo degli slanci avventurosi e l’istinto della salutare ribellione. Celebrando il gusto del racconto e l’innato romanticismo, Weir è riuscito nell’impresa di rafforzare il proprio ruolo nell’establishment hollywoodiano pur rimarcando una distanza piuttosto netta con l’industria del cinema americano. Witness – Il testimone, Mosquito Coast, L’attimo fuggente, Fearless – Senza paura, The Truman Show e Master & Commander sono le tappe principali di un percorso artistico che ha saputo conservare la sua integrità di fondo sin dentro il successo commerciale dei film realizzati.»

Fonte: La Biennale