Addio al grande Omar Sharif, storico volto del Dottor Zivago!

OMAR SHARIF

Il cinema mondiale saluta il grande Omar Sharif, celebre volto del Dottor Zivago e dello Sceriffo Alì di Lawrence D’Arabia, che si spento oggi, all’età di 83 anni, all’ospedale de Il Cairo a causa di un fatale attacco cardiaco.
Proprio all’inizio di questo anno il figlio Tarek aveva confidato che il padre soffriva di Alzheimer; la notizia venne rilascia dalla stampa egiziana e poi dalla BBC.
Nato nel 1932 ad Alessandria Omar Sharif è diventato una vera e propria icona del panorama cinematografico americano, la ‘leggenda araba di Hollywood’, epiteto che si era guadagnato nell’ambiente grazie alle sue indimenticabili e straordinarie interpretazione.
Suo padre, Joseph Chalhoub, era un commerciante di legni pregiati. Da giovane studiò presso il Victoria College, dove iniziò a praticare sport e a sviluppare il suo interesse per il teatro. Nel 1955 decise di convertirsi all’Islam per sposare l’attrice egiziana Faten Hamama. Dopo aver conseguito una laurea in Matematica e Fisica presso l’Università del Cairo, lavorò per cinque anni nel settore di suo padre, prima di studiare recitazione presso la Royal Academy of Dramatic Art di Londra. A 21 anni, con il nome d’arte di Omar El-Sharif, debuttò nel cinema egiziano e negli anni la su fama è cresciuta in maniera esponenziale, collaborando in più di 20 produzioni egiziane. Recitò con la moglie in diversi film in ruoli principalmente romantici. La sua prima vera parte da protagonista arrivò nel 1954 con Lotta nella valle-Cielo d’Inferno (1954) e lo stesso anno partecipò inoltre ai I Giorni dell’Amore con Claudia Cardinale.
Il ruolo del Principe Sceriffo Ali in Lawrence d’Arabia gli valse una nomination agli Oscar (andato poi a Ed Begley per La Dolce Ala della Giovinezza) e sempre sotto l’egida sicura del regista David Lean, viene consacrato definitivamente con il suo personaggio più emblematico, Il dottor Zivago nell’omonimo lungometraggio del 1965, con il quale raggiunge l’apice della carriera.
Recita anche in: La Caduta dell’Impero Romano (1965), Gengis Khan il conquistatore (1965) Funny Girl (1968), Che! (1969); Cavalieri Selvaggi (1971); Gli Scassinatori (1971); Il seme del tamarindo (1973); Funny Lady (1975) Ghiaccio Verde (1981). Con una filmografia invidiabili di quasi cento titoli, la sua carriera ha vissuto una seconda giovinezza grazie a Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (François Dupeyron, 2003), grazie al quale ha ricevuto numerosi premi. Nell’agosto del 2003 ha trascorso un mese in carcere ed è stato condannato a pagare una multa consistente per aver aggredito un agente di polizia in un casinò francese. Il suo volto, con quei tratti somatici un po’ atipici rispetto a quelli appartenenti al classico immaginario divistico di Hollywood, e quel baffo terribilmente iconico, rimarranno impressi indelebilmente nella storia del cinema.

Addio Omar Sharif

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