Top 5: i migliori film anti San Valentino

San Valentino

San Valentino secondo Dwight – The Office

San Valentino è come un film di Darren Aronofsky: o lo ami, o lo odi. Che la natura di questa “festa” si colleghi direttamente a uno scopo puramente commerciale è palese. Nonostante ciò è altrettanto condivisibile l’idea di chi, innamorato alla follia, approfitti di un evento come questo per dimostrare alla propria metà il forte sentimento che li accomuna (anche se, ricordiamolo, non serve un giorno prestabilito per ricordarci che esiste una cosa chiamata “amore”). Il cinema, contenitore infinito di prodotti adattabili a ogni singola situazione, festa, o evento, offre film perfetti per coloro che, accoccolati sul divano, guarderanno insieme una perfetta storia d’amore, o per chi, nauseato da cotanto romanticismo, punta su intrecci lontani anni luce dal tanto osannato “lieto fine”. Se anche voi fate parte di quest’ultima categoria, non perdete tempo e segnatevi uno di questi cinque film “anti-San Valentino”.

1. I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN (2005, regia di Ang Lee)

L’amore struggente, represso, liberato per pochi, brevi momenti, e sfogato in atti sessuali dolorosi perché prefiguranti un ulteriore addio prima dell’ultimo, definitivo commiato. Heath Ledger e Jake Gyllenhaal, diretti da Ang Lee, danno vita con maestria e sublime bellezza ai personaggi nati dalla penna di Annie Proulx nel 1998. Sotto i loro cappelli si celano maschere che tengono ben nascosti animi in tormento, sentimenti orchestrati e dominati da una società ipocrita e omofoba. L’happy-ending lascia spazio alle lacrime, perché in fondo il vero romanticismo di questo film si ritrova nella tristezza e nell’autocondanna di non aver potuto fare abbastanza, di non aver combattuto in maniera onesta e sincera.

2. 500 GIORNI INSIEME (2009, regia di Marc Webb)

Ci sono film che edulcorano la realtà, la imbellettano con confetti e fiocchetti favolistici. E poi ci sono opere che con sincerità, e una buona dose di humour, raccontano la fine di una storia e, soprattutto, i momenti successivi alla sua rottura. Marc Webb confeziona una parabola verosimile, in cui è facile identificarsi, nonostante il ribaltamento degli stereotipi all’interno della coppia. A struggersi per un amore finito è ora Tom (Joseph Gordon Lewitt), romanticone e sognatore messo ko da Summer, donna contemporanea che ha imparato ben presto a ergere barriere difensive capaci di proteggerla da inevitabili delusioni sentimentali. La musica degli Smiths è una freccia scoccata dal dio dell’amore, ma ben presto la voce di Morrissey lascerà spazio ai singhiozzi del protagonista nell’attesa che il sole ritorni a rinascere e possa tornare a danzare felice per le strade della propria città, mente il contatore di giorni felici riparta da zero.

3. LA SCOMPARSA DI ELEANOR RIGBY (2013, regia di Ned Benson)

La morte di un figlio, la fine di una storia, il tentativo di rinascere e di ritrovarsi. Sono sfide difficili da superare, uguali nella sostanza, ma diverse da come le due parti all’interno della coppia la affrontano. Ned Benson racconta la stessa storia ma da due angolazioni diverse, quella di lui (James McAvoy) e di lei (Jessica Chastain). Il risultato è commovente, diverso eppure così uguale nella sofferenza che accomuna i due protagonisti e la tenacia con cui vanno avanti. La differenza di visione è ancor più esaltata da una diversa fotografia, fredda per il film dedicato al personaggio maschile incapace di accettare la fine del matrimonio, e calda per quello dedicato alla controparte femminile, decisa a riprendere in mano la propria vita tanto da ritornare al college. Da evitare l’episodio “Loro” dove l’unione delle due storie in una sola volta fa perdere ogni spettro di poesia.

4. ANIMALI NOTTURNI (2016, regia di Tom Ford)

animali notturni tom ford

Vendetta, dolce vendetta. Far male al cuore di una persona, rinfacciargli ogni sofferenza, ogni lacrima versata è un piatto che va servito freddo, anche sotto forma di romanzo, perché le parole, si sa, fanno più male di un colpo in pieno petto. L’estetica artistica, le scenografie concepite come opere d’arte, le tonalità fredde di un presente gelido, come il cuore di una Amy Adams perfettamente in parte, e quelle calde, caldissime, di una realtà che riporta alla luce un passato doloroso, che brucia come le fiamme dell’inferno. È una composizione perfetta di una vendetta psicologica, drammatica, soffocante Animali Notturni. Il regista Tom Ford prende tre livelli temporali, li incorpora, li miscela con maestria senza far perdere la bussola al proprio spettatore, così da orientarlo verso un finale spiazzante in cui ogni singolo sospiro, o battito cardiaco, pesa come un macigno e ci viene addosso, buttandoci a terra facendoci male, proprio come le parole fanno con Susan.

5. BLUE VALENTINE (2010, regia di Derek Cianfrance)

Se esiste un film capace di rasentare la perfezione, diventando un termine di paragone difficile da eguagliare nella produzione artistica di un regista, per Derek Cianfrance questo è Blue Valentine. L’opera è il canto del cigno di un amore sentito, profondo, pronto a spezzarsi. Con grazia e naturalezza il regista dirige un Ryan Gosling sorprendente e una Michelle Williams encomiabile narrando senza retorica ma con grande realismo la nascita di un sentimento e il suo punctum dolens. Il tutto giocando in sottrazione, sospirando più che urlando.

MENZIONE SPECIALE

Espiazione e Via col vento: se “domani è un altro giorno”, la separazione per queste due coppie (Cecilia e Robbie; Rhett e Rossella) sono ancora lì, impiantate per sempre nella nostra testa.
Alabama Monroe: se volete passare un San Valentino struggente, la nostra risposta ha questo titolo.

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