STANLIO & OLLIO, la recensione del film con Steve Coogan e John C. Reilly

Stanlio e Ollio

La prima immagine del biopic su Stanlio e Ollio

È il 1953 quando Stanlio e Ollio, ormai ultra sessantenni, iniziano una tournée teatrale nel Regno Unito, preludio – almeno così sembra – dell’arrivo di una nuova pellicola. Gli scarsi introiti e l’esiguo numero di spettatori dei primi spettacoli non fanno perdere le speranze ai due artisti. La spinta creativa, anche in previsione del film, è così prorompente da convincere, nuovamente e in breve tempo, il pubblico dei teatri.
Stanlio e Ollio è la celebrazione, più intima e autentica, del mito senza tempo di due comici tra i più famosi della storia del cinema, il racconto di un sodalizio decennale di una coppia artistica che ha lavorato insieme una vita intera, tra alti e bassi, e ha instaurato un vero rapporto interpersonale.
La narrazione, come raccontato prima, non vuole fare leva sui momenti di successo e splendore di Laurel & Hardy, ma si prefigge di raccontare gli ultimi anni di complicità, quelli che precedono la rottura e la fine di un sodalizio professionale (non quello di amicizia, ovviamente). Legati quindi da una professione comune i due artisti affrontano le dinamiche, spesso complicate, delle scelte creative e delle divergenze sul tramonto di una lucente carriera.
Nel film colpisce molto la devozione e la ricerca quasi ossessiva di costruire gag impeccabili e di immaginare le scene di un progetto che non verrà mai realizzato.
Stanlio e Ollio

Steve Coogan e John C. Reilly in Stanlio e Ollio

La pellicola di Jon S. Baird e dello sceneggiatore Jeff Pope diverte (tanto) e al tempo stesso commuove facendo leva sulla quotidianità e gli scontri tra i due protagonisti, ma soprattutto rendendo delicato e vivido il ritratto personale dei due. La chimica e il vissuto portato sullo schermo poggiano totalmente sugli interpreti principali e il tono usato non è mai malinconico ma scandito dall’impeccabile comicità slapstic dei due. Le scene sono quadri in movimento nella perfetta sincronia dei suoi elementi e ogni spostamento è un importante ingranaggio che porta alla risata fragorosa del pubblico dentro e fuori dallo schermo.
Steve Coogan e John C. Reilly fanno un lavoro eccezionale e di grande realismo: i due attori sono bravissimi nel cogliere e restituire con il linguaggio del corpo le gag, le espressioni peculiari e l’intensità degli sguardi di Stanlio e Ollio. Due interpretazioni piene di affetto che non scadono mai nel grottesco o nell’eccessivo e che si distaccano dal genere documentario scavando molto più nella profondità dell’animo umano della coppia.
Il successo della pellicola è dato non solo dai due attori protagonisti e dal tributo rispettoso ed emozionante a Stanlio e Ollio, ma principalmente dall’espressione di un grandissimo amore e dall’ammirazione verso la poetica di un duo leggendario.

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