MINIONS, la recensione

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Minions

 

La storia dei Minions inizia all’alba dei tempi, quando un organismo unicellulare fu il primo a dare origine alla loro specie.
Attraverso i secoli i Minions si sono evoluti ricercando perennemente un super cattivo da servire ma con scarsi e disastrosi risultati.
Ritrovatisi senza un padrone i buffi esserini gialli cadono in depressione fino a quando Kevin decide di avventurarsi, insieme a Stuart e il tenero Bob, nel mondo alla ricerca di un nuovo super malvagio.
Inizia così, per l’improbabile trio, un viaggio emozionante tra America e Inghilterra che li porterà a conoscere la spietata Scarlet Overkill (con voce originale di Sandra Bullock, in Italia doppiata da Luciana Littizzetto) e  a mettersi in gioco per salvare la loro specie dall’estinzione.
I Minions, diventati celebri per essere gli aiutanti di Gru in Cattivissimo Me, tornano in questa nuova avventura animata diretta da Pierre Coffin e Kyle Balda e hanno il potere di riuscire ad affascinare grandi e piccini per la loro innocenza, per il loro agire in maniera insensata e goffa e anche per quel assurdo modo di parlare e di esprimersi; un codice inedito ricco di suoni e termini che mescola le lingue moderne creando, senza alcuna difficoltà, locuzioni, frasi e dialoghi comprensibili a tutti.

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Il terzo capitolo, o meglio uno spin-off/prequel di Cattivissimo Me, cammina con le sue gambe, anche se non con poche difficoltà, riuscendo ‘dignitosamente’ a reggere il “peso” di un lungometraggio incentrato esclusivamente sulla loro figura. Se infatti le piccole e bizzarre creaturine erano state protagoniste di alcuni cortometraggi, c’era un moderato scetticismo attorno al salto di qualità dal piccolo al grande schermo. Il racconto si sviluppa attraverso sketch divertenti che non solo strizzano l’occhio al genere comico dello slapstick ma, sapientemente, giocano su un citazionismo cinematografico e storico più comprensibile ad un pubblico perlopiù adulto.

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La narrativa non è ai livelli di Cattivissimo Me, sia chiaro, e forse quello che è mancato è un “cattivo” che riscopre tutta la sua dolcezza raccontando le favole della buonanotte.
Non mancano però le idee assurde e i marchingegni geniali dei cattivi, in particolare della villain prinicpale Scarlet che però non risulta empatica e rimane forse piuttosto superficiale e piatta.
Il vero asso nella manica della pellicola, però, è rappresentato dalla musica con una brillante colonna sonora in stile anni ’60 (periodo in cui è ambientata la vicenda) e un’ispirazione alla cultura pop rock britannica apprezzabile dagli appassionati più nostalgici.
E sulle battute finali del film una tenera sorpresa che…banana!

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