Clint Eastwood torna a dirigere se stesso in un lungometraggio “on the road” e conferma quanto, nonostante la sua veneranda età, sia ancora capace di raccontare personaggi veri, sicuri e affidabili, che custodiscono valori autentici.
Basato sulla storia vera del veterano di guerra Leo Sharp Il Corriere – The Mule è, in gran parte, un film ambientato sulla strada. Un film illuminato dalla bravura di Eastwood che ci trascina con le immagini nelle immense pianure americane tra polvere e asfalto. Il regista passa buona parte del lungometraggio alla guida del suo furgoncino in questa sua improbabile attività di corriere della droga. Un’avventura toccante come solo il vecchio Clint poteva narrarci.
Earl Stone ha trascorso una vita lontano da casa, trascurando affetti e famiglia. Egli crede fermamente negli ideali del suo Paese. Al tramonto della sua carriera, cerca di abbracciare una nuova vita, diversa, sentita e redenta.
Il conflitto interiore che affligge Earl nel suo lento guidare attraverso gli stati con un carico di eroina nel bagagliaio non viene mai manifestato. Al contrario, questa cosa Eastwood, con un ghigno sornione e sbilenco, sa nasconderla molto bene.
the mule trailer
Clint Eastwood in The Mule (2018)
Il personaggio portato in scena dal “texano dagli occhi di ghiaccio” appare fragile, ma a suo modo affascinante e divertente soprattutto nei momenti in cui canticchia le canzoni alla radio, noncurante dei rischi del “lavoro” che sta eseguendo.
Eastwood domina la scena in tutte le sue apparizioni quasi ad oscurare, per tempra e portamento, gli altri attori presenti nel film (Bradley Cooper e Michael Peña).
Il Corriere – The Mule cambia registro nel momento in cui gli agenti della DEA iniziano a stringere il cerchio delle indagini attorno al “famigerato corriere”. Eastwood non sembra interessato a esplorare gli aspetti action della storia e, al contrario, tenta di sospendere le vicende per concentrarsi nuovamente sul protagonista e sui suoi rimpianti di una vita miserabile. Un ritratto nostalgico e suggestivo che assume i contorni di una parabola esistenziale in cui il silenzio custodisce il dolore e azzera il tempo.
L’ennesima pagina di cinema scritta da uno dei migliori autori della storia della settimana arte. Scritta da un uomo chiamato Clint Eastwood.


il corriere the mule recensione