The Irishman: Martin Scorsese ringrazia Netflix per il supporto, Guillermo del Toro commenta il film

The Irishman Martin Scorsese

The Irishman: Martin Scorsese ringrazia Netflix per il grande supporto

In occasione della sua presentazione in anteprima al New York Film Festival, The Irishman di Martin Scorsese sembra aver riscosso un unanime consenso da parte dell’intero pubblico presente all’evento.
Il regista statunitense ha colto l’occasione per ringraziare apertamente, durante la conferenza stampa, il grande supporto di Netflix nell’avergli dato la possibilità di realizzare appieno la propria visione per un’opera indubbiamente imponente, dopo che la stessa Paramount si era ritirata di fronte all’elevato costo del film.
Il regista ha dichiarato:
“Per anni non siamo riusciti a trovare i finanziamenti necessari. Poi, alla fine, è arrivato Ted Sarandos. La ILM aveva trovato una soluzione per il procedimento di ringiovanimento digitale che non avrebbe interferito con la recitazione di Bob, Al e Joe, i quali non avrebbero dovuto interagire fra loro indossando degli elmetti o delle palle da tennis sulla faccia. Davvero, avevo detto che non ce l’avremmo fatta. Avevamo fatto un test qualche anno fa, un esperimento costoso. Tuttavia, Ted e tutti a Netflix hanno detto che avrebbero sostenuto la spesa. Hanno effettivamente fornito il budget, finanziato il film e sono sempre stati perfettamente allineati con noi dal punto di vista creativo. Non ci sono state interferenze di sorta – qualche nota di tanto in tanto che poi abbiamo discusso. È un ibrido interessante, un film che può essere visto a casa, al cinema o anche solo ai festival. È uno straordinario periodo di cambiamento… e ci sembrava che dovessimo fare questo film in primis per noi stessi.”
Dopo aver assistito alla prima di The Irishman, lo stesso Guillermo del Toro, regista premio Oscar per La Forma dell’Acqua, ha voluto esaltare la pellicola di Scorsese attraverso un post su Twitter:
“Parla di vite che vanno e vengono, con tutti i loro tumulti, i loro drammi, la violenza, il caos e la perdita… e come tutto questo finisca inevitabilmente per svanire, come tutti noi […] Il film è un mausoleo di miti: un monumento funebre che schiaccia le ossa sottostanti. Il granito è destinato a durare ma le ossa al suo interno si trasformeranno in polvere […] È l’anti “My Way” suonata in ogni matrimonio di mafia al mondo. Di rimpianti ne hanno parecchi. Quello che è stato fatto non può essere annullato e i conti si pagano alla fine […] Questo film ha bisogno di tempo per essere assimilato, come un vero lutto. Arriverà in più fasi. La maggior parte del suo potere si manifesterà con il tempo, provocando una vera illuminazione. È il perfetto corollario di Quei Bravi Ragazzi e Casinò. Guardatelo. Al cinema. Questo film ha languito per troppo tempo nella fase di sviluppo e averlo equivale a un vero e proprio miracolo. E, fra l’altro, sono le tre ore di cinema più veloci di sempre. Non dovete perderlo.”
Potete trovare la sua lunga analisi per intero cliccando QUI.
Scritto da Steven Zaillan, il lungometraggio ha aperto il New York Film Festival 2019 e sarà disponibile su Netflix in autunno.
Nel cast, troviamo Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci, insieme a Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Anna Paquin, Stephen Graham, Stephanie Kurtzuba, Jack Huston, Kathrine Narducci, Jesse Plemons, Domenick Lombardozzi, Paul Herman, Gary Basaraba e Marin Ireland.
SINOSSI
Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci sono i protagonisti di THE IRISHMAN di Martin Scorsese, un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’America del dopoguerra, raccontata attraverso gli occhi del veterano della Seconda Guerra Mondiale, Frank Sheeran – imbroglione e sicario – che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del 20° secolo. Il film racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa, e ci accompagna in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato: i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale.

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