Jordan Peele e il successo di Scappa – Get Out

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Scappa Get Out, di Jordan Peele (2017)

Scappa – Get Out segna l’esordio alla regia di Jordan Peele, fino ad ora attore e sceneggiatore, che cura anche lo script di questa pellicola molto “particolare”. Particolare perché fonde in modo convincente diversi generi, passando con disinvoltura dalla commedia (a tratti anche demenziale) al thriller per sfociare infine nell’horror puro, senza mai però dimenticarsi la tagliente ironia che caratterizza il film dal primo all’ultimo minuto.
La storia è quella di Chris, un giovane afroamericano che si prepara per andare a trovare i genitori della sua fidanzata. Una volta giunto a destinazione, la situazione diventerà via via sempre più strana e inquietante.
Alla base c’è un’idea tanto folle quanto efficace che permette a Peele di sviluppare il lungometraggio su più livelli. Lo strato più superficiale è quello da prodotto d’intrattenimento e non si può dire che, da questo punto di vista, non venga raggiunto l’obiettivo. Ci si diverte e in certi momenti si rimane turbati dai risvolti più macabri della storia.
Se si va più a fondo si possono trovare senza fatica dei rimandi politico-sociali, come accadeva nei migliori horror americani anni ’70, da Non aprite quella porta di Tobe Hooper ai film di John Carpenter e Wes Craven. Anche se Peele sembra guardare ancora di più a pellicole come Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis o a quelle di Joe Dante, dai quali riprende la commistione di commedia e orrore.
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Scappa – Get Out, di Jordan Peele (2017)

Il regista tratta il tema del razzismo e della discriminazione (nei confronti degli afroamericani in particolare) in modo originale e soprattutto non banale. Gli obiettivi della sua critica non sono i redneck come possono essere quelli del succitato film di Hooper, bensì la medio-alta borghesia dell’America di Obama, apparentemente progressista ma in realtà ancora profondamente influenzata da stereotipi etnici che dovrebbero essere superati da decenni. La forte denuncia sociale però non appesantisce il lungometraggio che resta molto teso e coinvolgente.
A quanto detto va aggiunto che anche dal lato estetico Scappa Get Out è molto convincente. Peele dimostra di essere abile a muovere la macchina da presa, nonostante sia solo il suo primo film da regista, regalando alcune scene di forte impatto visivo.
A conferma dell’ottimo risultato, il film ha incassato nei soli Stati Uniti 173 milioni di dollari a fronte dei 4,5 di budget. Ennesimo colpo andato a segno per la Blumhouse Productions, casa produttrice che sta dietro ad alcuni degli horror più redditizi degli ultimi anni.

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