TERMINATOR GENISYS, la recensione

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Il T-800 è tornato e non poteva essere più in forma.
Terminator Genisys, quinto episodio della saga di James Cameron creata nel 1984 e con protagonisti Arnold Schwarzenegger e l’allora compagna di Cameron Linda Hamilton, si colloca nell’espediente narrativo del retcon, ovvero si cambia significato ad eventi già successi per creare una nuova linea temporale e dare vita a sviluppi inediti della storia.
Diretto da Alan Taylor (Thor: The Dark World, I Vestiti Nuovi dell’Imperatore) e prodotto dalla Paramount Pictures, il lungometraggio elimina del tutto il precedente Terminator: Salvation, film accompagnato da una milionaria campagna promozionale che si è rivelata del tutto inutile dato il gigantesco flop al botteghino, e riparte dall’inizio: Kyle Reese, interpretato dal giovane attore australiano Jai Courtney (Jack Reacher, Unbroken) viene mandato da John Connor/Jason Clarke (che avrà l’onore di aprire la 72° Mostra del Cinema di Venezia con il film del regista islandese Baltasar Kormàkur Everest) indietro nel tempo fino al 1984 per salvare la futura madre del leader della resistenza umana contro le macchine, Sarah Connor (interpretata dalla Daenerys Targaryen di Game Of Thrones Emilia Clarke), ma quello che troverà sarà un mondo ben diverso da quello che si aspettava.
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Il film crea un nuovo inizio, anzi, sarebbe meglio dire una nuova continuità e non è un caso che le prime scene nel 1984 sono identiche a quelle dell’originale, infatti l’intento da parte del regista è quello di allacciarsi alla saga storica dei primi 2 capitoli di James Cameron e andare avanti per una strada diversa, dove Sarah Connor è ben preparata a ciò che l’aspetta (anche se fatica ad accettarlo dimostrando un’immaturità quasi fanciullesca che nel personaggio di Linda Hamilton non c’era) e Kyle Reese in un primo momento è completamente smarrito da eventi di cui non conosce assolutamente nulla.
Ovviamente non ci siamo dimenticati Schwarzy, il mitico e inossidabile Arnold Schwarzenegger, che in questa pellicola non è soltanto radicato nella parte dell’esecutore, di colui che deve solo agire, ma è egli stesso una guida, un mentore per Sarah tanto che lei lo chiama papà; il T-800 mandato da Skynet ha vita breve proprio grazie a lui, proprio lui che aiuta Sarah a crescere dopo che da piccola ha visto morire la sua famiglia.

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La volontà di vederlo invecchiare rende il cyborg alter-ego di Schwarzenegger estremamente umano: come tutti è soggetto al tempo e alle sue leggi e non a caso la frase che lo accompagna conferma: “Vecchio non obsoleto”.
Non vogliamo addentrarci troppo nella trama già esageratamente spoilerata nel trailer (cosa che potevano benissimo evitare) ma quello che possiamo dirvi è che Terminator: Genesys è una valida operazione di fantascienza e di puro entertainment alquanto riusciti con un’ottima regia e una sceneggiatura non priva di qualche punto interrogativo, palesemente voluto, che porterà e invoglierà gli spettatori a proseguire con la visione delle pellicole future del franchise che non tarderanno ad arrivare.
Il futuro non è scritto!
Rating_Cineavatar_3-5
Per approfondire l’aspetto cine-musicale di Terminator Genisys leggete la recensione della pellicola al seguente link:
http://www.colonnesonore.net/recensioni/cinema/3849-terminator-genisys.html

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