Paternal Leave, con Luca Marinelli e Juli Grabenhenrich, è una storia di riconciliazione e genitorialità che vi toccherà il cuore.

Di cosa parla Paternal Leave?

Paternal Leave racconta il viaggio della quindicenne Leo (Juli Grabenhenrich) che, dopo un litigio con la madre, intraprende dalla Germania verso la costa romagnola per incontrare il padre biologico, Paolo (Luca Marinelli), un istruttore di surf. Il loro inaspettato incontro avviene in una deserta cittadina balneare durante l’inverno, dove entrambi i personaggi si confrontano con emozioni complesse e con le difficoltà di costruire una relazione da zero.

Genitorialità fuori stagione

La regia di Alissa Jung è decisa e sensibile mentre accompagna l’evoluzione relazionale in un’atmosfera, esaltata dalla fotografia di Carolina Steinbrecher, che mette in risalta la bellezza fredda e austera dell’ambientazione costiera fuori stagione.

La regista decide di concentrarsi sul capitale umano nella loro relazione e sulla crescita delle loro interazioni nella dinamica padre-figlia. Juli Grabenhenrich offre un’interpretazione straordinaria nel suo ruolo d’esordio, catturando con autenticità la vulnerabilità di Leo. Luca Marinelli interpreta Paolo con un delicato mix di fascino e riluttanza, incarnando un uomo diviso tra il suo passato e le responsabilità del presente. La loro alchimia sullo schermo riesce a conferire la profondità della dinamica padre-figlia ricercata dalla Jung. I due personaggi si scrutano, si studiano in un intreccio di silenzi e barriere linguistiche che in un primo momento sembrano avvicinarli per poi mettere in risalto tutte le loro differenze e paure.

Nel film la Jung non si ferma alla superficie, ma indaga il rapporto come un racconto di formazione classico con una struttura fresca e moderna infarcita di velato simbolismo; si parla di ruoli, di responsabilità e di scelte compiute e, spesso, subite.

Un realismo drammaticamente sottile

Non c’è alcun confronto melodrammatico tra i protagonisti, Allissa Jung opta, invece, per un realismo sottile. La storia si dipana lentamente, prendendosi il suo tempo e i suoi spazi in un’ambientazione invernale con i bar chiusi, le dune di sabbia e le spiagge deserte che rispecchia il paesaggio emotivo dei suoi personaggi. Malinconico ma mai disperato.

È un film sul confrontarsi con i propri fallimenti e rimpianti, ma anche con la propria rabbia e risentimento in uno scenario di crescita personale dai toni agrodolci ma che mantengono un barlume di speranza.

Paternal Leave riecheggia per la risonanza emotiva della storia anche se, tuttavia, il ritmo del film risulta molto lento e ponderato richiamando, a volte, certi elementi tematici in maniera ripetitiva.

Com’è il film?

Paternal Leave è un dramma lento, emotivamente intelligente, che ricompensa lo spettatore con autenticità e interesse emotivo. Non è un film per tutti, ma si può considerare un’opera discretamente potente per chi è interessato alle sfumature dei personaggi e alle storie familiari intime.

Il film è l’esplorazione della complessità della famiglia e delle difficoltà nel creare legami che vadano oltre a quello di sangue. Attraverso la sua narrazione intima e le sue interpretazioni vincenti, il film offre un ritratto toccante del percorso verso la comprensione e l’accettazione dei propri limiti e della vita che, spesso, decide per noi.

Una marea gentile di metà inverno.

REVIEW OVERVIEW
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Montaggio
Colonna sonora
Interpretazioni
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Michela Vasini
Procrastinatrice seriale, produttrice di film mentali e l'"amica simpatica" della protagonista. Amo il buio della sala cinematografica, ma non disdegno anche un bel film sul divano in un pomeriggio piovoso. Sono alla continua ricerca degli ingredienti necessari a rendere speciale ogni giornata; energie positive, dei buoni amici e un buon sonno. Me and karma vibe like that
paternal-leave-la-recensione-del-film-con-luca-marinelliPaternal Leave è un dramma lento, emotivamente intelligente, che ricompensa lo spettatore con autenticità e interesse emotivo. Non è un film per tutti, ma si può considerare un’opera discretamente potente per chi è interessato alle sfumature dei personaggi e alle storie familiari intime. Il film è l'esplorazione della complessità della famiglia e delle difficoltà nel creare legami che vadano oltre a quello di sangue. Attraverso la sua narrazione intima e le sue interpretazioni vincenti, il film offre un ritratto toccante del percorso verso la comprensione e l'accettazione dei propri limiti e della vita che, spesso, decide per noi. Una marea gentile di metà inverno.