MARIA REGINA DI SCOZIA, la recensione del film con Saoirse Ronan e Margot Robbie

mary queen of scots

Saoirse Ronan in Mary Queen of Scots (2018)

La vedova Maria Stuart (Saoirse Ronan) ritorna nella sua nativa Scozia per rivendicare il trono, nonostante il fratello James Murray (James McArdle) e i suoi signori siano piuttosto cauti nel riceverla, mentre in Inghilterra Elisabetta (Margot Robbie) si sente minacciata dalla cugina, una monarca cattolica assetata di potere.
La storia di Maria Stuart è affascinante: tre matrimoni tumultuosi e una tragica morte per ordine di sua cugina, Elisabetta I d’Inghilterra. Un dramma perfetto per il grande schermo che la regista Josie Rourke racconta mettendo sotto la lente di ingrandimento il conflitto fra due sovrane che lottano non solo per la supremazia ma anche per il rispetto e la credibilità. Credibilità che nel film, purtroppo, vacilla.
La sceneggiatura di Beau Willimon, che ci porta con lo sguardo nelle stanze del potere, riduce le complesse relazioni a incidenti diplomatici che spesso risultano irrealistici rispetto alle intense interpretazioni del cast. La Maria impersonata da Saoirse Ronan è una ragazza determinata e consapevole del suo ruolo, della posizione che la linea di successione le attribuisce: non solo Regina di Scozia ma anche erede al trono d’Inghilterra, a meno che la cugina Elizabeth (Robbie) non si sposi e abbia un erede.
Maria Regina di Scozia

Margot Robbie in Maria Regina di Scozia (2018)

L’attrice irlandese concede a Maria una grande profondità di carattere: è egoista da esigere rispetto e non accetta compromessi, ma allo stesso tempo è molto ingenua e frivola, tanto da non accorgersi dei pericoli a cui va incontro con il suo comportamento a volte sconsiderato, soprattutto nella scelta di alleati e mariti. Dall’altro lato l’interpretazione di Margot Robbie rende commovente e calcolatrice la sua Elizabetta, tormentata dal senso di colpa e dall’ambizione del trono. Un personaggio tanto gracile che però non si rassegna ad avere una giovane e bellissima regina, cattolica su un’isola protestante, che mira al suo trono e sembra essere l’unica persona in grado di comprenderla.
La storia ha il fascino del dramma in costume ma il problema più grande è il confronto tra Maria ed Elisabetta: l’incontro sulla scena appare debole e povero di contenuto, come se mancasse qualcosa in termini di scrittura.
Il film risulta nel complesso molto elegante e raffinato, intriso di dinamiche da soap opera e forzature storiche che donano un tocco di leggerezza a un dramma classico.

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