IL RAGAZZO CHE DIVENTERÀ RE, tra Goonies e medioevo – Recensione

Il ragazzo che diventerà Re

    Il ragazzo che diventerà Re
Esisteva il cinema per ragazzi. Anche ragazzini. Certo, è ingiusto bollarlo solo come “cinema per bambini”.
E’ un filone che ha vissuto un’età d’oro tra gli anni ’80 e i primissimi ’90, grazie anche all’influenza di Steven Spielberg che ha diretto o prodotto film come E.T. – L’Extraterrestre, I Goonies, Ritorno Al Futuro, Piramide Di Paura e Miracolo sull’8ª strada.
Col tempo il genere ha mostrato un po’ la corda, mancando di inventiva e volgendo sempre di più le sue storie verso una declinazione fantasy. Dopo il successo planetario di Harry Potter si sono moltiplicate le storie che hanno a che fare con maghi, draghi, cavalieri, déi e quant’altro.
Il Ragazzo Che Diventerà Re di Joe Cornish (Attack The Block) appartiene a questa categoria.
Il ragazzo che diventera Re

Alex estrae Excalibur ne Il Ragazzo Che diventerà Re

Alexander Elliott (Louis Ashbourne Serkis, figlio del re della motion capture Andy Serkis) è preso di mira dai bulli della scuola con l’amico Bedders (Dean Chaumoo). Una sera, inseguito da questi, si imbatte in una spada che si rivelerà essere Excalibur. La spada leggendaria manifestatasi di nuovo per contrastare il male scatenato da una rediviva Morgana (Rebecca Ferguson). Anche Merlino (Angus Imrie e Patrick Stewart), l’antico mago, comparirà per aiutare Alex e i suoi cavalieri a raccogliere l’eredità di Artù e compiere la loro missione…
Il Ragazzo Che Diventerà Re è una pellicola senza particolari pretese, ma onesto nel suo essere un’avventura per ragazzi con un messaggio di fondo che ruota intorno alla lealtà e all’onestà. Cosa più importante è che non si ha mai l’impressione, come accade invece spesso, di trovarsi di fronte a una favoletta moralizzatrice, poiché il senso è veicolato più attraverso i personaggi e le situazioni che non lasciato ai classici monologhi.
Effetti più che dignitosi e un ritmo incalzante infarcito di battute e sequenza davvero divertenti completano il quadro.
Il ragazzo che diventera Re

Il Ragazzo Che Diventerà Re

Lungi dall’essere un capolavoro di genere, Il Ragazzo Che Diventerà Re è piuttosto un buon prodotto per famiglie che riesce a riprendere lo spirito dei film in stile I Goonies senza cadere nel citazionismo nostalgico e forzato così in voga di questi tempi.
Funziona perché riprende quei temi senza scimmiottarli e perché si affida a un gruppo di interpreti ben diretti. Con Cornish riescono, nonostante la giovane età, a offrire una buona prova davanti alla telecamera.
L’epica è relegata allo sfondo delle vicende e usata come strumento narrativo, mentre la storia viene portata avanti dai personaggi e da un messaggio di rispetto e onestà reciproca che, davvero, di questi tempi non fa che bene.

Potrebbero piacerti...

Shares