BLINDED BY THE LIGHT – Travolto dalla Musica, la recensione del film di Gurinder Chadha

Blinded by the Light Viveik Kalra

Viveik Kalra in Blinded by the Light – Travolto dalla Musica

Ispirato a una storia vera, il film racconta la vita di Javed (Viveik Kalra, interprete straordinario per la sua giovane età), figlio sedicenne di immigrati pakistani che vive sotto il controllo di un padre prepotente e autoritario (Kulvinder Ghir). Già segnata dall’amore per scrittura e poesia, l’intera esistenza di Javed viene stravolta quando scopre la musica di Bruce Springsteen, la quale sembra voler raccontare proprio la sua vita e i suoi pensieri.
Blinded by the Light è un’opera musicale molto apprezzabile, soprattutto se si è fan del Boss, ma Gurinder Chadha (Sognando Beckham) ha molto di più in mente in questa storia edificante: offre infatti uno sguardo sull’esperienza degli immigrati nel Regno Unito negli anni ’80.
Per la maggior parte degli aspetti, il film si palesa come la classica storia di un giovane adolescente in perenne scontro con le tradizioni della propria famiglia. Ma “Blinded” riesce a concentrarsi anche su un momento particolare della storia britannica, quello in cui la disoccupazione era alle stelle e il nazionalismo bianco era florido, soprattutto nei confronti della comunità pakistana, portando a epiteti razziali e graffiti “Go home” scarabocchiati sui muri delle case, e che non sembra allontanarsi molto da quello che succede ancora oggi in Europa e America.
Il progetto, basato su un libro di memorie di Sarfraz Manzoor, ha diversi punti in comune con l’opera precedente della regista, soprattutto nelle questioni culturali che esplora e nel raccontare il desiderio di un adolescente di ribellarsi a ciò che gli altri si aspettano da lui.
Infarcita di (forse) troppi cliché, la pellicola parte in sordina ma, proprio nel momento in cui il racconto sembra affievolirsi, le musiche di Springsteen innescano un vero e proprio risveglio. La storia esplode in vivaci e contagiose interpretazioni di successi come “Thunder Road” e “Born to Run”, generate dall’immaginazione di Javed.
La chiave, in definitiva, è che la musica di Springsteen diventi l’escamotage attraverso il quale il protagonista riesca a uscire dalla propria comfort zone, per finire con lo scoprire il suo vero io. Oltre ai continui riferimenti ai successi del cantautore statunitense (e il Boss ha concesso ai produttori un ampio uso delle proprie canzoni), il film dimostra una grande sensibilità e un taglio indipendente che unisce musica e nostalgia.
Blinded by the Light rappresenta, in definitiva, una storia dolce e leggera che merita di essere vista da chiunque abbia creduto, almeno una volta, nel potere e nella magia della musica.

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