Addio a Franco Citti, l’indimenticabile Accatone di Pasolini

Screenshot del film Il Decameron (1971). Fonte: catturato personalmente dall'edizione DVD Videa-CDE - via wikipedia.it

Screenshot del film Il Decameron (1971). Fonte: edizione DVD Videa-CDE – via wikipedia.it

Si è spento oggi all’età di 80 anni, nello stesso giorno in cui ci ha lasciato il mitico Alan Rickman, un volto noto del cinema italiano: l’attore romano Franco Citti, scoperto in gioventù dal compianto Pier Paolo Pasolini e scritturato dal geniale regista italo-americano Francis Ford Coppola, che lo scelse per un piccolo ruolo nella fortunata trilogia de Il padrino (1972-1990).
Citti nacque a Fiumicino il 23 Aprile 1935, periferia di Roma. Dopo una breve esperienza come imbianchino e una parentesi in teatro, il futuro attore venne introdotto nel mondo del cinema dall’amico Pier Paolo Pasolini recitando in alcune delle sue opere più significative: Accattone (1961), Mamma Roma (1962), Edipo re (1967), Il Decameron (1971) e Il Fiore delle mille e una notte (1974).
Note le collaborazioni con illustri cineasti italiani: lavorò con Carlo Lizzani nel western Requiescant (1967) e poco dopo fu contattato da Valerio Zurlini per una parte in Seduto alla sua destra (1967), poi il maestro Federico Fellini lo ingaggiò nel 1972 per la commedia Roma e nel 1977 Elio Pietri gli offrì un ruolo in Todo Mondo. Due anni più tardi, nel 1979, anche Bernardo Bertolucci lo chiamò per recitare nel film La Luna.
Tra le sue interpretazione, Citti verrà ricordato dal pubblico per il ruolo di Calò nel kolossal di F. F. Coppola Il padrino, tratto dal bestseller di Mario Puzo, che riprenderà poi nel 1990 ne Il padrino parte III.
Per quanto riguarda il teatro, partecipò al dramma I giganti della Montagna (1989) di Carlo Quartucci e successivamente ai I promessi sposi (1989) di Salvatore Nocita.
Verso la fine della carriera scrisse e diresse assieme al fratello Sergio Citti il film Cartoni animati (1997), debuttando così alla regia.
Ora è volato in cielo in punta di piedi, lasciando un segno indelebile nel nostro cinema e nella memoria degli italiano.
Addio Franco

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