I 50 anni di Lo chiamavano Trinità a Venezia

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Lo chiamavano Trinità compie 50 anni

L’organizzazione, sotto l’egida morale della Città di Venezia, in collaborazione con l’Associazione Veneziana Albergatori e l’Associazione culturale Occhio dell’Arte APS, è in concomitanza con la Mostra del Cinema di quest’anno, e l’evento culturale prodotto ha come titolo “Lo chiamavano Trinità” – Racconti da una magia  (1970/2020).

Grazie all’accoglienza nello storico e  prestigioso  CA’ SAGREDO HOTEL *****L  per volontà del suo Direttore Generale  Lorenza Lain, gli ospiti hanno incontrato dal vivo ospiti d’eccezione, legati indissolubilmente a quell’indimenticabile successo internazionale: lo sceneggiatore, regista e scrittore Marco Tullio Barboni (figlio di quell’ Enzo Barboni/ E. B. Clucher, che Trinità lo scrisse e lo diresse, inaugurando una pagina indimenticabile del nostro Cinema) e il produttore cinematografico, sceneggiatore e regista Giuseppe Pedersoli (figlio di quel Carlo Pedersoli/Bud Spencer amatissimo protagonista nello Sport prima e nel Cinema poi). Un’intervista pubblica ai due figli d’Arte tra ricordi, fotografie e qualche pillola video curata dalla giornalista nonchè Presidente dell’Occhio dell’Arte APS Lisa Bernardini, che ha condotto una narrazione-testimonianza della profonda amicizia dei rispettivi padri, continuata poi nella generazione dei figli. Nel film, ricordiamo che Terence Hill è l’eponimo Trinità, scanzonato pistolero vagabondo, che, riunitosi al fratello fuorilegge interpretato da Bud Spencer, si trova inaspettatamente preso tra le mire dell’avido proprietario terriero Hartmann e la comunità di pacifici mormoni che ne ostacolano i piani. Invaghitosi delle belle figlie del capo della comunità, Trinità decide di prendere le parti dei religiosi; ne segue una serie di situazioni tipiche del genere, tra colossali mangiate e scazzottate, a creare un formato dal grande successo di pubblico, fino a oggi.

Marco Tullio Barboni ha svelato aneddoti nascosti legati al set e vissuti in prima persona, perché esordi’ appena diciottenne in qualità di secondo aiuto regista. Raccontato dettagli, particolari, episodi di quel Film che sono sconosciuti al grande pubblico poiché relativi al backstage, e ha descritto l’importanza magica di alcuni incroci del caso che hanno portato alla creazione di un amatissimo capolavoro di Cinema famoso ovunque sin dagli esordi.
Tanti gli aspetti che come per magia si sono incrociati ed hanno dato vita ad una alchimia unica. “Lo chiamavano Trinità” vide in primis l’esordio del celebre duo Bud Spencer/Terence Hill, voluto dall’intuizione di Italo Zingarelli che produsse il copione  rifiutato per mesi dagli altri produttori, prevedendo per primo il potenziale popolare della formula “western + cazzotti = risate”. Nel set di quel film, tutto è stato perfetto: gli attori,  i costumi, i trucchi, gli stuntmen, per non parlare della colonna sonora di un allora esordiente Franco Micalizzi. Il  Fato ha giocato un ruolo determinante per il successo di “Lo chiamavano Trinità”, e durante l’incontro si sono capiti bene i motivi.

Giuseppe Pedersoli, dal canto suo, ha svelato aspetti pubblici e privati dell’ amato padre, descrivendone il carisma ed il carattere sfaccettato da uomo imprevedibile e dal temperamento affascinante, dotato per natura di prestanza fisica e talento, celebrato con affetto in ogni parte del mondo.
Nella dorata Sala della Musica dove si è svolto l’incontro, con una acustica perfetta, fra gli innumerevoli affreschi attribuiti a Gaspare Diziani che rivestono completamente le pareti, tra finte nicchie con dentro le figure monocrome di Minerva, Nettuno, Cibele, Marte, Venere, Mercurio, Giunone e Giove, e con il soffitto dal quale, entro una finta balaustra, appare Apollo sul carro del sole circondato dagli altri dei dell’Olimpo mentre fa precipitare i vizi capitali.

La cornice ospitante, impreziosita anche dal  soffitto dal quale scendono splendidi lampadari in preziosa foglia d’oro (mentre sul pavimento campeggia grandioso lo stemma araldico della casata dei Sagredo), ha visto l’accoglienza degli ospiti da parte dell’ Assessore della Città di Venezia Simone Venturini e di Claudio Scarpa, Console Onorario dell’Uruguay a Venezia nonché Delegato per il Veneto del Grupo Consular de America Latina che ha patrocinato l’importante iniziativa. Tra il pubblico, anche un’altra figlia di Bud, Diamante Pedersoli, nella vita apprezzato architetto ed interior design, e la produttrice Gaia Gorrini (che di Bud è nipote).

Ringraziamenti doverosi per il supporto morale, tecnico e mediatico all’ Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi, all’ Associazione Compositori Musica per Film, all’eccellenza imprenditoriale italiana Damiana Fiorentini Gioielli, a Colonne Sonore – in particolare a Massimo Privitera e ad Andrea Rurali (Direttore di CineAvatar) – e a Gp Magazine.

Regia e montaggio del video celebrativo a cura di Massimo Privitera
In collaborazione con Andrea Degl’Innocenti che ha realizzato anche le foto ufficiali dell’evento
Musiche originali del video scritte da Louis Siciliano ALUEI