Vuoi scrivere un film? Impara da Arrival

arrival Photo: courtesy of La Biennale di Venezia

Amy Adams è Louise Banks in ARRIVAL – Photo: Paramount Pictures

Arrival, il film di fantascienza diretto da Denis Villeneuve, è un capolavoro.

Anche chi non è d’accordo con questa affermazione non può non ammettere che, da un punto di vista tecnico, Arrival si avvicina ad un equilibrio decisamente invidiabile. Riflessione ed effetti speciali, emozione e introspezione, velocità e contemplazione sono gestiti da Villeneuve con grande sapienza.
Le inquadrature e il montaggio interagiscono con la storia egregiamente. Si sono venuti così a creare diversi piani di lettura. Le due ore del film sono ricche di significanti, la potenza della storia di Ian e Louise è significativa, proprio grazie alla cura per il dettaglio e alla capacità di sintesi. Ad ogni elemento drammatico corrispondono provocazioni filosofiche o stimoli allo sviluppo della psicologia dei personaggi. Arrival è un film completo grazie al magistrale adattamento del racconto di Ted Chiang.
Il canale YouTube Lessons from the screenplay ha pubblicato un efficace video saggio in cui vengono analizzate le tecniche e le scelte operate in fase di adattamento. Il filmato è una vera e propria lezione di sceneggiatura per chiunque voglia cimentarsi con quest’arte.
Secondo l’autore la forza della sceneggiatura di Arrival viene da tre alterazioni rispetto al racconto.
La prima è la prospettiva: nel film il punto di vista è quello di Louise. Se nel racconto il passato precedeva il futuro in maniera lineare, nella versione cinematografica la linea del tempo è collassata. Il futuro è entrato nel presente di Louise, ponendo le basi per il colpo di scena nel terzo atto.
Arrival screenplay

Nel libro

Arrival screenplay

Nel film

Il secondo cambiamento sta nella gestione del conflitto e della tensione. Nel racconto gli alieni non arrivavano sulla terra. Essendo il cinema un medium visivo era necessario fare arrivare gli Ufo sulla terra per creare un conflitto visibile e tangibile. Buona parte del conflitto deriva dalla diretta interazione tra gli umani e gli alieni. Attraverso il conflitto si sviluppano però le psicologie dei protagonisti. Il cambiamento viene mostrato e non detto, come il grande cinema richiede. 
Il terzo adattamento è legato alla morte di Hannah. Ted Chiang aveva scelto di fare morire il personaggio a 25 anni per un incidente durante una scalata sulla roccia. I problemi per la versione visiva di Arrival stavano nel non invecchiare eccessivamente Louise, la madre, e quindi rivelare anticipatamente il colpo di scena. Per fare questo è stata diminuita l’età della figlia. La causa della morte è stata modificata per lasciare una scelta al personaggio. Attraverso le decisioni della protagonista vengono veicolate le emozioni per lo spettatore, assieme alla visione filosofica del film. Come detto dallo sceneggiatore stesso il determinismo dell’universo, presente nel racconto, viene estremamente moderato nel film.

Arrival

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