Strange Beasts: la realtà aumentata e gli effetti collaterali della tecnologia

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strange beasts realtà aumentata
La Realtà Aumentata nel corto Strange Beasts di Magali Barbè
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La Realtà Aumentata nel corto Strange Beasts di Magali Barbè
Negli ultimi giorni un video ha fatto il giro dei numerosi social network diventando virale. I fotogrammi raccontano con inquietudine i pericoli di un uso eccessivo della tecnologia. In particolare, in questo caso, si parla della #realtàaumentata e di come possa cambiare le vite delle persone.
Il filmato è un trailer di una tecnologia futura. Un gioco che abbraccia l’intera vita. Tramite un impianto oculare si potrà infatti “vedere” e “interagire” con animali e mostri digitali. Questi nuovi amici fatti di pixel possono accompagnare le nostre giornate, intrattenerci e diventare veri e propri animali domestici.

Nelle immagini vediamo il creatore alle prese con questa nuova tecnologia, fino a che non arriva uno sconvolgente colpo di scena.

Prima di andare oltre occorre precisare che, nonostante il fotorealismo e la plausibilità della tecnologia, il filmato non è una demo di un prodotto che verrà messo in commercio a breve, bensì un cortometraggio distopico. Quello che inizia come un semplice spot diventa infatti in poco tempo un qualcosa di simile al mondo immaginato nella serie Tv Black Mirror.
L’autrice del cortometraggio, Magali Barbè, lavora nel mondo degli effetti speciali. Tra le produzioni a cui ha preso parte figurano pellicole come Wonder Woman e Avatar. La tecnologia mostrata grazie agli effetti speciali sembra un’evoluzione dell’applicazione di grande successo Pokemon Go. Lo scopo dell’autrice è infatti quello di mettere in crisi l’entusiasmo con cui la nostra società si dedica al mondo digitale trascurando la realtà. In particolare, grazie ad un ingegnoso colpo di scena, lentamente il racconto si fa oscuro, fino a diventare inquietante.
Il cortometraggio, intitolato STRANGE BEASTS, mostra infatti Weber, l’ideatore del gioco, in terza persona, mentre parla e interagisce con gli animali digitali assieme alla figlia Anna. Mentre i due giocano nel parco, il software segnala all’uomo che Anna ha fame. Quando Weber la richiama lo vediamo da fuori e realizziamo che, proprio come i suoi mostri, anche la figlia non esiste oltre il mondo digitale. Weber si incammina in un sentiero, felice, illuso di avere compagnia ma, in realtà, profondamente solo. Il video ha avuto un grande successo su YouTube e su Vimeo, arrivando ad essere tra le scelte dello staff.
Potete ammirarlo qui di seguito:

https://vimeo.com/209070629

Magali Barbè ha precisato di non essere contraria alla tecnologia. L’autrice pensa che la tecnologia sia trainata dai desideri e dai comportamenti delle persone allo stesso modo in cui esse impattano sulla quotidianità. La cosa che la inquieta è la velocità con cui si stanno diffondendo. Non è certo se, in un futuro, la realtà aumentata ci isolerà dal resto del mondo o aiuterà ad unirci.