In una parentesi cinematografica in cui il genere del mockumentario e la tecnica del found-footage sono stati spremuti fino all’osso e utilizzati anche nel contesto di pellicole che non avevano alcun motivo di usufruirne, viene alla luce un film appartenente al filone esorcistico che, sulla base di una struttura fin troppo classica, avrebbe invece meritato di essere trattato con maggiore audacia e spirito autentico.
Non si può certo dire che la carriera registica dello statunitense Mark Neveldine sia andata migliorando negli anni. Fattosi notare dal pubblico del cinema underground per aver scritto e diretto, insieme al collega Brian Taylor, il delirante Crank (2006), fortunata pellicola action con protagonista Jason Statham, e il successivo Crank: High Voltage (2009), Neveldine ha poi contribuito alla realizzazione del meno riuscito Gamer (2009) e del disastroso Ghost Rider-Spirito di Vendetta (2012). Arrivati ad oggi, The Vatican Tapes è la sua prima opera in solitaria che, però, non riesce sfortunatamente a sottrarsi a questa apparente discesa nell’oblio.
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