Road to T2: Trainspotting 2 – THE MILLIONAIRE, di Danny Boyle

In occasione dell’uscita di T2: Trainspotting 2 ripercorriamo i film di Danny Boyle insieme agli amici di Jamovie.
QUESTA SETTIMANA: Gabriele Lingiardi vi parla di The Millionaire, mentre Dr. Gabe di Jamovie vi parla di Trainspotting e della proiezione speciale allo U-bahn di Ancona

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Dev Patel e Anil Kapoor in The Millionaire (2008)

The Millionaire viene ricordato negli annali come “il film da Oscar di Boyle“. Vincitore di 8 statuette, tra cui miglior film e milgior regia, il lungometraggio conserva le caratteristiche tipiche del suo autore e le declina nella melassa.
L’opera di Boyle è infatti un “guilty pleasure” destinato ad invecchiare ad una velocità incredibile. Non solo il balletto finale viene, ad oggi, ricordato come un punto di non ritorno del kitsch ma anche l’intera colonna sonora. Eppure, nel 2008, la pellicola ebbe un’influenza culturale non indifferente. Sembra questo il pregio e la maledizione di Boyle: toccare l’immaginario del grande pubblico ma venire dimenticato troppo in fretta.
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Dev Patel e Freida Pinto in The Millionaire

A onor del vero bisogna ammettere che l’opera scorre felicemente lungo i suoi 120 minuti. Come sempre per il regista, il suo stile postmoderno e coloratissimo eleva una storia curiosa a un livello leggermente superiore. La sceneggiatura è ben scritta e compatta, l’ambientazione indiana conferisce freschezza ad un racconto per nulla innovativo. Dev Patel, nominato come miglior attore protagonista, sembrava nel 2008 un astro nascente. La sindrome di Boyle l’ha inghiottito nell’anonimato (o quasi) e nonostante una carriera altalenante, l’attore è riuscito a rendere il fascino di un racconto di formazione.
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Dev Patel in The Millionaire

The Millionaire vive infatti non tanto sull’adrenalina del quiz, ma nella parabola di crescita del protagonista. L’infanzia nei bassifondi (da cui il titolo originale “Slumdog Millionaire” ragazzo dei bassifondi) sostenuta al ritmo dei brani di A.R Rahman, è forse la parte che più rimane negli occhi dello spettatore.
Il delirio ‘yob‘, affascinante in adolescenza, ma respingente in età adulta, va certamente apprezzato per il suo coraggio. Non si sono più visti, negli 8 anni seguenti, film premiati agli Oscar talmente sbilanciati. Nessuno è più stato così stilisticamente popolare, originale e imperfetto. Non c’è dubbio che, fosse stato prodotto oggi, The Millionaire sarebbe considerato un prodotto minore. Eppure, all’epoca, chi vi scrive lo vide ben due volte e rovinò l’MP3 della colonna sonora. Come è stato possibile? Mistero della settima arte.
Gabriele Lingiardi

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