L’INGANNO PERFETTO, la recensione del film con Helen Mirren e Ian McKellen

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Inganno Perfetto
inganno perfetto
Ian McKellen e Helen Mirren ne L’Inganno Perfetto
Londra 2009, due persone di una certa età si ritrovano a chattare su un sito di incontri e accettano di incontrarsi per una cena informale. È qui che Roy (Ian McKellen) e Betty (Helen Mirren) si incontrano e dopo un po’ di imbarazzo iniziale cominciano una relazione, non prettamente romantica, che li porterà presto a vivere insieme. Il nipote di Betty, Steven (Russell Tovey) è sospettoso nei confronti di Roy e si preoccupa che Betty possa cadere nelle mani di un truffatore.Steven ci aveva visto giusto perchè in effetti Roy è davvero un abile truffatore che aveva puntato l’ignara Betty e i suoi risparmi.
L’inganno perfetto, diretto da Bill Condon, coglie tra le mani una trama (adattata da Jeffrey Hatcher dal libro di Nicholas Searle) innegabilmente tortuosa e articolata, ponendola sui binari di una narrazione lineare e chiara, complice anche la formidabile presenza dei due attori protagonisti.
Una linea narrativa così definita diventa fondamentale, soprattutto se parliamo di un intreccio in cui nulla è come sembra e i cambi di rotta (con tanto di rivelazioni scioccanti) sono dietro l’angolo.
Il film di Condon si poggia saldamente – almeno all’apparenza – su una trama imperscrutabile, per impedire allo spettatore di mettere continuamente in discussione i fatti e i protagonisti. L’intento è sicuramente dei più nobili e per certi versi  la pellicola riesce a non far trapelare elementi importanti che possano anticipare il finale, ma, d’altra parte, i personaggi non sempre risultano affidabili. Nella prima metà, la pellicola risulta leggera con toni scanzonati che vanno dagli attimi di tenerezza, alle piccole truffe congegnate in maniera rocambolesca e romantica; nella seconda la materia raccontata si fa più oscura e agitata, in netto distacco con il tono precedente, creando un disequilibrio infarcito di confessioni che appaiono più disperate che realmente volute.
La pesantezza delle tematiche affrontate nelle note finali ribalta quello che fino a quel momento era stato un film molto godibile; un carico emotivo/narrativo che si perde nel contesto del racconto e che Condon non riesce a plasmare in maniera adeguata e soddisfacente.
L’Inganno Perfetto vanta sicuramente due punti di forza: due interpreti magistrali come McKellen e la Mirren, uniti da una chimica perfetta. Vederli insieme sullo schermo è sicuramente un piacere e il film non sarebbe stato altrettanto apprezzabile se la scelta fosse ricaduta su altri attori.
L’idea alla base, quella che vuole riportare ad un cinema classico alla Hitchcock, viene disattesa e per quanto il risultato finale sia più che sufficiente qualcosa stride fino a farci storcere il naso lasciandoci delusi o semplicemente illusi di un finale migliore e all’altezza delle aspettative.