Cartucce a salve: LA VEDOVA WINCHESTER – Recensione

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Helen Mirren è la vedova Winchester nei film dei fratelli Spierig
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Helen Mirren è la vedova Winchester nel film dei fratelli Spierig
Dopo aver visto Predestination, un autentico gioiello che sviluppava una trama molto complessa con una sapienza e una padronanza registica invidiabile, l’attesa per un nuovo film di Peter e Michael Spierig era alle stelle.
Il primo, Saw Legacy, ottavo capitolo di una saga ormai svuotata di ogni buona intenzione, era un buon film per essere appunto un ennesimo episodio (di certo superiore a tutti gli altri sequel precedenti) e nulla più.
Il secondo, La Vedova Winchester, purtroppo cade ancora più in basso nonostante una premessa più che dignitosa.

LA CASA

La vicenda trae ispirazione dalla storia della Winchester Mistery House.
Sarah Winchester, vedova del famoso fabbricante d’armi convinta di essere perseguitata dai fantasmi, fece erigere una casa assurda e senza logica architettonica in perenne costruzione. Oggi è un’attrazione turistica, ma all’epoca era un vero e proprio “cantiere eterno”. Nel film seguiamo il Dottor Eric Price (Jason Clarke), ingaggiato dalla Winchester per dichiarare la vedova (Helen Mirren) inadatta a guidare la compagnia. Ovviamente, recatosi sul luogo, scoprirà che la donna è tutt’altro che pazza.
La premessa, appunto, è ottima: una suggestiva storia di fantasmi che può anche virare sul classico.
Quello che ci si trova di fronte, invece, è un groviglio di cliché senza fine.
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Helen Mirren è la vedova Winchester

FANTASMI?

Nella prima parte del film viene concentrata una quantità preoccupante di “jump scare”. Ogni entrata in scena di un personaggio, ogni porta che viene aperta, ogni volta che si gira un angolo è un artificioso spavento, con musica che sale improvvisamente di volume e quant’altro. Il trucco diventa presto stucchevole e viene quasi del tutto abbandonato nella seconda metà della pellicola.
Il piccolo cambio di tono purtroppo riguarda solo questo: non c’è un elemento di interesse vero e proprio nella trama. I fantasmi che si manifestano vengono trattati senza cura e i personaggi sono fin troppo lineari, asettici ed inefficaci nella loro totalità. La recitazione, perfino di un mito vivente come Helen Mirren, risulta sopra le righe e fuori posto.
Il climax, un confronto che sembra uscire dal nulla con una serie di rivelazioni stanche, non ha il pathos sufficiente a tappare le falle di una storia senza mordente e poco coinvolgente.
Il pregio de La Vedova Winchester è che, almeno, non si trascina mai: non annoia, scorre rapidamente e senza appesantire. Il problema è la mancanza di peso che affligge tutto ciò che di buono il film potrebbe offrire. Inconsistente.