EDISON – L’UOMO CHE ILLUMINO’ IL MONDO, la recensione del film con Benedict Cumberbatch e Michael Shannon

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Benedict Cumberbatch e Michael Shannon in Edison

Era il 1880. Thomas Alva Edison (Benedict Cumberbatch), dopo l’invenzione della lampadina, inizia i suoi studi applicati sulla distribuzione della corrente elettrica su tutto il territorio nazionale. Intanto l’imprenditore George Westinghouse, studioso e inventore, vorrebbe collaborare con Edison ma dopo una chiusura da parte di quest’ultimo trova nel serbo Nikola Tesla un prezioso alleato riscrivendo così la storia della distribuzione elettrica.
Edison di Alfonso Gomez-Rejon, racconta l’epica competizione tra i due più grandi inventori dell’era industriale per stabilire quale dei due sistemi elettrici avrebbe dominato il secolo.
Il titolo italiano della pellicola sembra voler dare risalto alla figura di Edison sottointendendo un ritratto di un importante esponente del mondo moderno, mentre la vicenda, The Current War come suggerito dal titolo originale, segue con molto più interesse il conflitto e le vicende personali di Westinghouse, portato sul grande schermo da un esemplare Michael Shannon.

La vicenda della “guerra della corrente” non brilla (scusate il gioco di parole) per un racconto fluido delle vicende ma sembra rincorrere i fatti, in media res, in maniera veloce e didascalica, lasciando molto in sospeso. Certamente un approccio più analitico di alcuni aspetti non avrebbe sprecato una possibilità di racconto migliore sfruttando anche un cast di grandissimo livello.
Da un lato troviamo Benedict Cumberbatch nei panni di Edison, sostenitore della corrente continua giudicata sicura e personaggio geniale pronto anche a andare contro i propri principi pur di restare impresso nella storia; dall’altro un più pacato e brillante Michael Shannon che approccia il suo personaggio con pacatezza e passione; al centro Nicholas Hoult, che seppur vincitore di questo scontro con la sua corrente alternata, non convince con il personaggio di Tesla e risulta poco efficace e puramente funzionale alla vicenda senza troppa indagine personale.
Un peccato che il film si esaurisca in un “nulla di fatto” nel campo delle emozioni e sembra anche accontentarsi di essere discreto ma non eccezionale, come il suo stesso finale in cui viene inserito il Cinema che risulta quasi un premio di consolazione per il perdente Edison.
Un period dram per nulla illuminato.

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