DRAGON TRAINER – IL MONDO NASCOSTO, la recensione del film d’animazione

Dragon Trainer Il mondo nascosto

Dragon Trainer – Il mondo nascosto

Hiccup è cresciuto, non è più un adolescente goffo (come nel primo film della saga), ma è diventato un fiducioso capo vichingo dell’isola di Berk. Determinato e forte, il giovane conduce una banda di disadattati vichinghi. Ognuno di loro ha imparato a convivere con le creature più temute, ad evolversi come essere umano e a crescere.
Il film racchiude il peso emotivo di tutti gli anni che sono serviti per arrivare a questo epilogo, dalla perdita di un genitore alla scoperta di possibilità inimmaginabili e di importanti lezioni di coraggio e lealtà. Dragon Trainer 3 abbandona il senso di meraviglia e avventura dei due precedenti capitoli: le vicende raccontate servono soprattutto a far sentire il film un un po’ più adulto e l’azione lascia spazio alla leggerezza e a scene esilaranti.
Il sacrificio dell’eroe che archivia la sua infanzia per costruire rapporti più maturi e duraturi, inseguendo con la determinazione di un vero leader le proprie convinzioni, è sicuramente il nucleo portante del racconto. Il film espande l’universo già noto e conosciuto: Hiccup ha sempre mostrato un talento per esplorare il mondo oltre i confini delle mappe di Berk e ora quella “qualità” può essere usata per salvare il suo clan dagli schemi violenti di Grimmel.

Dragon Trainer – Il mondo nascosto

Dean DeBlois articola meglio il rapporto tra Hiccup e Sdentato e concede a quest’ultimo la possibilità di scoprire l’amore inserendo nella trama una Furia Bianca dagli occhi azzurri. L’arrivo del drago femmina, oltre a creare gli spunti più divertenti e teneri della trama, mina il legame tra il protagonista e il suo fedele drago non solo in termini di amicizia ma, soprattutto, sul peso delle responsabilità di Hiccup e dei sacrifici che il passaggio all’età adulta comporta.
Il regista sembra non essere interessato a creare una figura antagonista molto forte (anche se Grimmel rappresenta un miglioramento rispetto a Drago Bludvist), ma utilizza il cattivo della storia solo come espediente narrativo per rendere il protagonista consapevole del proprio ruolo. Grimmel serve più a ricordare a Hiccup il grande lavoro che è riuscito a fare, soprattutto nel primo film, ossia quello di sovvertire le credenze di un’intera società.
La conclusione di DeBlois è consolatoria e tutt’altro che banale. Dragon Trainer – Il mondo nascosto si libra in altro fra le nuvole come una danza di corteggiamento, oltre i confini del mondo, con l’intento di far emozionare gli spettatori facendo scendere qualche lacrimuccia anche ai meno sensibili.

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