Il Festival di Cannes 2020 è stato annullato?

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Sono giorni che i comunicati del Festival di Cannes 2020 rimbalzano in tutte le agenzie di stampa, quasi a voler esorcizzare la pandemia di COVID-19 che oramai ha raggiunto il suolo francese. Nei giorni scorsi il delegato generale Thierry Frémaux aveva dichiarato, in un impeto di cieco positivismo a Le Monde, che era il suo dovere organizzare un Festival normale per quelle persone che guardavano a maggio con gli “occhi del 12 marzo”.
Non è così semplice. Mancano due mesi al Festival di Cannes ma è impossibile prevedere lo sviluppo della pandemia, che in Francia sta esplodendo con 800 casi accertati e 79 decessi solo nelle ultime 24 ore.
Dopo il comunicato alla nazione del Presidente della Repubblica Macron, con la chiusura di scuole, atenei, avvio dello smart working e l’obbligo per gli ultrasettantenni di stare a casa, è chiaro che sarà impossibile sostenere un Festival che porterà, dati alla mano del 2019, 60.000 visitatori al giorno di cui oltre 5000 solo giornalisti.
La decisione ufficiale sarà presa il 15 aprile e sarà comunicata al mondo il 16, giorno della conferenza stampa di presentazione del programma e della giuria che dovrebbe essere presieduta da Spike Lee, anche se un membro del consiglio di amministrazione non ha dubbi sull’annullamento.
Sarà molto difficile, per non dire impossibile, selezionare film provenienti da Cina, Corea, Iran, Italia e senza dubbio da una cinquantina di paesi, sapendo che attori e registi non saranno in grado di muoversi. Mostrare film in un auditorium da 2.000 posti [il grande auditorium Louis-Lumière ha 2.300 posti, nota] non sarà autorizzato e ogni minimo allarme preoccuperà i partecipanti al festival. E che dire di Spike Lee, presidente della giuria? Conosciamo l’ipersensibilità di Hollywood ai problemi di igiene. Non riesco a vederlo stare quindici giorni nel mezzo di una folla al stato di salute incontrollato. 
A peggiorare un quadro così preoccupante ci sono gli sponsor storici come Chopard, L’Oréal, Renault e pochi altri che sono pronti a far saltare il festival (un evento da 32 milioni di euro, impossibile da realizzare senza sponsor), piuttosto che presenziare con l’incertezza che venga tutto interrotto per un elevato rischio di epidemia.
Attendiamo ulteriori sviluppi.
Fonte: Le Point