I 10 film ingiustamente esclusi dagli Oscar 2017

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10 film esclusi dagli oscar 2017
I 10 film esclusi dagli Oscar 2017

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10 film esclusi dagli oscar 2017
I 10 film esclusi dagli Oscar 2017
Gli Oscar sono alle porte. Le statistiche e i commenti si sprecano. La La Land è dato per favorito su moltissime categorie ma Moonlight, l’opera di Barry Jenkins, potrebbe insidiarlo in qualche statuetta importante. Eppure le nomination di quest’anno, come sempre d’altronde, non hanno reso felici tutti. Abbiamo quindi provato a stilare una lista dei grandi film esclusi dagli Oscar 2017, nelle diverse categorie.

The Neon Demon

The Neon Demon © Gunther Campine
The Neon Demon © Gunther Campine
Inspiegabilmente escluso dagli Oscar, il film di Nicolas Winding Refn meritava di presenziare nelle categorie più importanti. Miglior fotografia sarebbe stato un premio innegabile. L’esclusione dello score di Cliff Martinez nonché la mancata presenza di Refn come migliore regista sono scelte che clamorose da parte dell’Academy. The Neon Demon miglior film dell’anno? Perché no?

One More Time With Feeling

migliori film del 2016 One More Time with Feeling - Photo: courtesy of La Biennale di Venezia
One More Time with Feeling – Photo: courtesy of La Biennale di Venezia
Escluso dagli Oscar 2017, il documentario di Andrew Dominik su Nick Cave è uno dei migliori film dell’anno. Non solo l’album che l’ha ispirato, The Skeleton Key, è incredibile, ma anche l’intera pellicola. Nella categoria documentari sono stati valorizzati prodotti convenzionali ma, forse, con meno cuore. One More Time With Feeling è cinematograficamente maturo e innovativo. La musica viene raccontata in un’interazione con le immagini che lascia senza fiato. Ribellatevi alle esclusioni degli Oscar 2017 e recuperatelo in home video!

Elle

Elle Esclusi Oscar
Isabelle Huppert in Elle di Paul Verhoeven
Acclamato in moltissimi festival, dato per favorito prima delle nomination, Elle è stato escluso dalla corsa agli Oscar per il miglior film straniero. Isabelle Huppert è stata candidata come miglior attrice protagonista ma, francamente, sembra solo un premio di consolazione. Cosa sarà successo tra le fila dell’Academy al momento delle votazioni? Purtroppo la domanda è destinata a rimanere senza risposta.

The Birth of a Nation – Il risveglio di un popolo

The Birth of a Nation Esclusi Oscar
Photo courtesy of Fox Searchlight Pictures. © 2016 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved
Sembrava l’anno di The Birth of a Nation e, invece, il film è entrato lentamente dimenticatoio. La colpa è sicuramente da attribuire all’accusa di stupro a carico del regista Nate Parker, che non ha giovato alla reputazione della pellicola. Le polemiche hanno accompagnato il lungometraggio sin dalle fasi di produzione. L’apice della contestazione è stato raggiunto con la diffusione in rete di un teaser poster ritraente il protagonista Nat Turner impiccato con la bandiera americana, turbando gli animi statunitensi. Trovo assurdo quanto fattori esterni possano inficiare il viaggio di una pellicola. Certo, la giustizia deve fare il proprio corso, ma è importante pensare ai film come ad un lavoro di centinaia di persone e non come un “giocattolo” del regista.

The Founder

The Founder
Michael Keaton è Ray Kroc in The Founder
Michael Keaton inspiegabilmente tra gli interpreti esclusi dagli Oscar 2017. Il premio per Birdman e Il Caso Spotlight può avere saziato la sua sete… ma le grandi prove attoriali vanno riconosciute: la sua performance nei panni di Ray Kroc meritava sicuramente più attenzione. Secondo noi sarebbe stato più corretta la candidatura di Keaton in The Founder invece di quella a Viggo Mortensen per Captain Fantastic.

10 Cloverfield Lane

10 Cloverfield Lane Photo: courtesy of Ufficio Stampa - Universal Pictures International Italy
John Goodman in 10 Cloverfield Lane – Photo: Ufficio Stampa
Il fratello spirituale di Cloverfield è stata una perla assoluta. Teso, brillante, divertente, il film di Trachtenberg avrebbe sicuramente meritato più considerazione dall’Academy con una o più nomination. Chi scrive l’avrebbe inserito tra i migliori film dell’anno (magari al posto del retorico Hacksaw Ridge). Penso sia un pensiero oggettivo quello di candidare la sceneggiatura tra i migliori script originali dell’anno. 

Tutti vogliono qualcosa

Tutti Vogliono Qualcosa - Foto: ufficio Stampa
Tutti Vogliono Qualcosa di Richard Linklater Foto: Ufficio Stampa
Tra gli esclusi dagli Oscar è il lungometraggio che ha fatto meno rumore. Eppure Tutti vogliono qualcosa è un film da amare alla follia. 3 giorni in compagnia di ragazzi qualsiasi, in procinto di iniziare il college. Come il grande cinema e i grandi registi insegnano, Linklater inquadra la vita vera e la quotidianità dei suoi protagonisti. Impossibile non riconoscere il carattere di un amico, un parente, o un semplice conoscente, tra le molte personalità dei personaggi. Straordinario.

The Edge of Seventeen

The Edge of Seventeen esclusi Oscar
Hailee Steinfeld e Woody Harrelson in The Edge of Seventeen
Tra gli esclusi dagli Oscar 2017 c’è anche questa commedia adolescenziale interpretata da Hailee Steinfeld. La giovane attrice, già nota per Il Grinta dei Coen, andava candidata come miglior attrice protagonista. Magnetica e divertente, la Steinfeld azzecca ogni tempo comico e crea un personaggio tridimensionale e credibile. Bastava che la produzione ci credesse di più e non avrebbe faticato a inserirsi al posto di Meryl Streep. La candidatura di quest’ultima per la prova in Florence è infatti un po’ inspiegabile e forse la più politica di tutte dopo il duello mediatico con Trump.

Silence

silence martin scorsese
Silence – Photo: courtesy of 01 Distribution
Silence è senza ombra di dubbio l’opera più profonda e intima dell’anno. Martin Scorsese firma il suo testamento cinematografico con un film monumentale che guida il pubblico in un viaggio spirituale al fianco di Padre Rodrigues, interpretato da un ispirato Andrew Garfield (già candidato per La Battaglia di Hacksaw Ridge ma avrebbe forse più meritato una nomination come miglior attore protagonista per questa pellicola). Il mistero della fede, la verità universale, l’ostinazione personale e il sacrificio sono i temi più importanti affrontati dal maestro newyorkese che chiude simbolicamente la sua trilogia ‘ascetica’ insieme a L’ultima tentazione di Cristo e Kundun. La chiave morale è dettata dal silenzio e dalla sua voce cristallina che, puntuale e inconfutabile, è la sola a fornire le risposte che cerchiamo. Risposte alle domande che Scorsese ci pone e ci sforziamo di trovare al termine del film. Perché il cinema, quello vero e autentico, è quello che presenta al pubblico una serie di interrogativi senza emettere un responso finale; il modo migliore per stimolare riflessioni e revisioni introspettive. Stupisce il silenzio dell’Academy nei confronti di questo capolavoro e la superficialità sibillina con la quale sia stato escluso dalla corsa a miglior film, miglior regia e miglior attore non protagonista (Liam Neeson).

Sully

(Keith Bernstein) sully clint eastwood
Tom Hanks e Clint Eastwood sul set di Sully (Photo: Keith Bernstein)
Clint Eastwood è un veterano del cinema, una leggenda di Hollywood che negli anni ha dimostrato il suo grande attaccamento alla causa americana, per le sue storie e i suoi personaggi. Persone comuni che il destino ha trasformato in eroi, valorosi arcieri di speranza ed esempi di vita come il comandante Chesley “Sully” Sullenberger che, il 15 gennaio 2009, salvò la vita ai 155 passeggeri a bordo del US Airways 1549 con un miracoloso ammaraggio sul fiume Hudson. Il fattore umano è un dogma imprescindibile nel cinema di Eastwood e anche Sully lo conferma. Con il film più breve della sua carriera, il regista costruisce un’opera granitica, intensa e composta che vola su binari paralleli a quelli dell’emotività e impugna il realismo con ferma consapevolezza, senza lasciare scampo a una critica feroce contro il sistema politico e istituzionale. Sully è una pellicola fieramente nazionalista, un’analisi limpida sull’opinionismo mediatico e la parzialità di un evento, sull’esigenza di trovare, sempre e comunque, un colpevole talvolta manipolando la verità. È alquanto inspiegabile come un lungometraggio dello spessore di Sully sia rimasto indifferente agli occhi dell’Academy, storicamente attratta da pellicole “American Pride” e tratte da vicende reali. Per questo, secondo noi, l’ultima fatica di Clint Eastwood meritava di contendersi la vittoria finale come miglior film, miglior regista e miglior attore protagonista a Tom Hanks.
Gabriele Lingiardi e Andrea Rurali
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Ricordiamo che la cerimonia di premiazione degli 89esimi Academy Awards si terrà domani, 26 febbraio 2017, al Dolby Theatre di Los Angeles. Noi di CineAvatar seguiremo l’evento in diretta social e in live-blogging.