NIGHTMARE – Dal Profondo della Notte

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Pensando al genere horror, nella nostra mente si staglierebbe senza ombra di dubbio un guanto armato di lame, un maglione sudicio a strisce verdi e rosse e un nome che richiama solamente incubi e morte: quello di Freddy Krueger. Questo personaggio, ormai entrato nella leggenda, nasce dalla mente di un singolo uomo, visionario dell’horror e maestro del cinema contemporaneo. Stiamo parlando del regista Wes Craven (classe 1939), scomparso di recente con ancora (di sicuro) molte carte da giocare. Nightmare-Dal Profondo della Notte (A Nightmare on Elm Street in originale) rimane indubbiamente il suo film più noto, un titolo che, nonostante mantenga immutate le regole dello slasher-movie di tradizione, è risultato incredibilmente innovativo per i suoi tempi, grazie ad alcuni ingredienti chiave.
Ingrediente chiave n°1: la trama
Il film parla di un gruppo di teenager della piccola cittadina di Springwood (Ohio) che vengono lentamente trucidati da un folle omicida; come detto in precedenza, tutto questo rappresenta l’esatta sintesi dello slasher-movie, ovvero quel genere di pellicola in cui un unico serial-killer uccide un gruppo di ragazzi, personificazioni di alcuni stereotipi comportamentali o etici poco consoni o promiscui, lasciando per ultima la cosiddetta “final girl”, unico personaggio (spesso di genere femminile) in grado di eliminare la minaccia. Dal punto di vista dell’intreccio, quindi, non ci sono grandi novità, se non fosse che il terreno di caccia di questo folle assassino è il mondo dei sogni: qualsiasi cosa accada, una volta chiusi gli occhi ed entrati nella fase REM, si concretizza; in poche parole, se vieni ucciso in sogno, muori anche nella realtà.
Spostare gli omicidi in campo onirico è un’idea che permette a Craven una grande duttilità creativa e Freddy Krueger (Robert Englund) è il re incontrastato di questo mondo inaccessibile agli altri esseri umani, un folle burattinaio che, in questo regno intangibile, può scatenare tutta la sua violenza e le sue perversioni. A tal proposito, va ricordata la scena in cui la mano di Freddy sbuca fra le gambe della protagonista Nancy (Heather Langenkamp), mentre quest’ultima si trova addormentata nella vasca da bagno. Freddy però non è un folle sprovveduto: i sogni non sono soltanto un bieco divertimento e, al contrario, vengono utilizzati perché sono l’unico luogo in cui i genitori non possono proteggere i propri figli. Attraverso i sogni, Krueger riesce a simulare suicidi e omicidi, senza il rischio di trasformarsi in sospettato per quello che sta accadendo; dopotutto, chi crederebbe mai all’idea di un assassino che agisce nei nostri incubi?
a_nightmare_on_elm_street_1984_720p_brrip_x264_yift_bitloks_03_large“La vasca da bagno è la prima responsabile degli incidenti domestici… e Freddy lo sa!”
Ingrediente chiave n°2: Wes Craven
Avere la possibilità di narrare la storia di un assassino in grado di muoversi attraverso i sogni si traduce in un campo d’azione e di possibilità teoricamente illimitato. Nonostante questa libertà d’azione, Wes Craven dirige il tutto in maniera molto solida; i sogni delle vittime sono permeati di una forte perversione e di visioni nauseabonde (come ogni vero incubo che si rispetti), oltre che di meccaniche senza logica apparente, eppure si tratta di sogni “sobri” e senza eccessi. Qualsiasi altro regista o sceneggiatore, con molta probabilità, si sarebbe fatto prendere la mano, dando vita a qualcosa di totalmente assurdo o involontariamente demenziale (i vari sequel di Nightmare ne sono una prova tangibile). Gli incubi sono sempre strutturati seguendo un vero e proprio climax di tensione e follia, passando dalle semplici apparizioni all’elemento scherzoso e cinico, fino ad arrivare alla violenza nuda e cruda.
Altro elemento caratteristico del film è il suo forte realismo: nonostante si parli di un assassino che uccide nel mondo dei sogni, Craven riesce a renderlo terribilmente veritiero, grazie soprattutto alle semplici ambientazioni oniriche, che altro non sono se non quegli stessi luoghi che i giovani protagonisti frequentano nella loro vita di tutti i giorni. Nulla di fantasioso o irreale. Lo stesso realismo emerge già nell’accattivante sequenza di apertura, quando vediamo Krueger costruire la propria arma: il leggendario e iconico “Freddy’s Glove”, il guanto armato di lame. Si tratta chiaramente di uno strumento di finzione partorito dalla mente del cineasta di Cleveland, eppure il regista stesso decide di mostrarci la sua realizzazione (quello che oggi chiameremmo tutorial), dandoci l’idea che chiunque potrebbe ideare e realizzare un simile pericoloso oggetto nella propria cantina di casa, cosa che, di per sé, è già abbastanza inquietante (piccola chicca per i veri cinefili: nella suddetta scena, le mani all’opera sono quelle del responsabile degli effetti speciali Jack Pierce).
Craven si dimostra un regista innovativo e precoce anche per aver scelto di giocare in modo particolare sull’ambiguità tra sogno e realtà, anticipando così l’escamotage utilizzato dal regista Christopher Nolan nello splendido finale del suo Inception. Non ci prolungheremo oltre, per evitare il rischio di incorrere nello spoiler, ma seguite il nostro avviso: state attenti a una certa filastrocca.
an-jump-rope“Non si può non ascoltare la dolce canzoncina di queste bimbe anche in versione originale”
Ingrediente chiave n°3: personaggi e interpreti
Il film dà inizialmente spazio alla figura della giovane Nancy Thompson, ai suoi amici più intimi e ai suoi genitori. Dimezzando il numero dei personaggi nella prima mezz’ora di film, il regista può in seguito concentrarsi in modo particolare sulle psicologie dei superstiti.
Per poter agire al meglio, Wes Craven decide di scritturare attori non celebri per il tempo, ma decisamente credibili, per interpretare i suoi protagonisti; tra questi, spicca senza dubbio Heather Langenkamp nel ruolo di Nancy, la ragazza che vive al numero 1428 di Elm Street (da qui il titolo originale del film). Lei è l’unica a rendersi pienamente conto della drammaticità e dell’assurdità della situazione e, attraverso alcune distrazioni di Freddy Krueger, comprende quanto i propri sogni siano reali. Come disse lo stesso Craven, non si tratta di un’attrice dalla particolare bellezza ma il suo personaggio risulta affascinante per tenacia e intelligenza. Risulta memorabile il momento della preparazione di alcune trappole artigianali e, dopo l’uscita nelle sale, il regista ammise di aver avuto timore che qualche fanatico avesse potuto trarne ispirazione e imitarla.
Gli amici di Nancy sono anch’essi interpretati da attori molto capaci e risultano oltremodo credibili nei panni di ragazzini spaventati, grazie anche alla loro ottima caratterizzazione (non come i personaggi che fungono da “carne da macello” nelle pellicole horror moderne). Fa inoltre piacere ritrovare, nella parte di Glen, un giovanissimo Johnny Depp al suo debutto sul grande schermo.
Il padre della ragazza è interpretato invece da John Saxon, volto noto agli amanti del poliziottesco all’italiana, calato nel ruolo del Lt. Thompson, sbirro americano che cerca di combattere le paure della figlia con la razionalità. Ma è la mamma di Nancy il personaggio più dettagliato e sfumato: interpretata da un’eccezionale Ronee Blakley, Marge Thompson è una figura che si evolve per l’intero arco narrativo del film, una donna debole, divorziata dal marito e iperprotettiva verso l’unica figlia, che vive di statistiche, paranoie e gin.
Ingrediente chiave n°4: Freddy Krueger/Robert Englund
In tutti gli slasher movie seriali c’è sempre un omicida senza volto, silenzioso e brutale, caratteristiche che permettono ai registi di potersi avvalere di volta in volta di nuovi interpreti, per lo più stuntmen. Nella serie di Nightmare, invece, non può esistere Freddy Krueger senza le fattezze del suo storico interprete, Robert “Bob” Englund.
Wes Craven ha immaginato Freddy prendendo spunto da un barbone che lo terrorizzò da piccolo e da un omonimo bulletto che lo tormentava quando andava a scuola, mentre il tema del maglione a righe verdi e rosse è dovuto al fatto che il nostro cervello ha difficoltà a vedere questi colori insieme; il background del personaggio è quello di un maniaco assassino che seviziava e uccideva bambini, in pratica il peggiore dei mostri. In seguito alla sua morte, si è trasformato in un’entità ancora più forte e minacciosa; gli spettatori non sanno come abbia fatto ad acquisire il suo peculiare potere di viaggiare nel mondo dei sogni, ma Craven non si preoccupa di spiegarlo (come invece farà maldestramente il sesto capitolo della saga) e questa dose di mistero misto a fascino è senza dubbio uno dei pregi migliori del film.
Sotto quella maschera ricoperta di ustioni si cela Robert Englund; nonostante il pesante make-up, l’attore riesce a conferire una forte personalità al suo personaggio. L’assassino non parla molto (lo farà nei numerosi sequel), così Englund gioca tutto su smorfie facciali, semplici azioni chiave (le lame del suo guanto che accarezzano le superfici metalliche) e una lenta e basculante camminata che può trasformarsi in una corsa veloce e nevrotica; tutte queste caratteristiche rendono il personaggio disturbante e perverso. Per questo motivo, attore e personaggio non possono esser divisi e questa considerazione trova riscontro nell’interpretazione di Jackie Earle Haley nel remake di A Nightmare on Elm Street del 2010: il talentuoso attore statunitense, arrivato al successo con Watchmen di Zack Snyder, impersonò infatti lo stesso personaggio con un pessimo risultato; il suo Freddy Krueger risulta anonimo e freddo, sicuramente non paragonabile all’originale.
nightmare-on-elm-street1984-1“Mi dispiace molto Jackie, ma questo… è Dio!”
Ingrediente chiave n°5: trucco ed effetti speciali
Il budget del film si aggirava intorno al milione di dollari, reperiti da Bob Shane della New Line Cinema.  Con questi soldi, Wes Craven assolda il truccatore Jack Pierce che crea l’iconico make-up di Freddy: un volto ustionato e terrificante, reso tale anche dall’ausilio di una sapiente illuminazione di scena.
Oltre al sopracitato guanto (semplice e funzionale), venne realizzata un’intera stanza in grado di ruotare su se stessa; ad essa vennero incollati mobili e telecamera e, facendola roteare, il team ha ottenuto risultati scenici straordinari e morti cruente e originali dall’impatto immediato che non hanno mancato di mettere in moto il nostro ufficio di censura. Abbiamo dovuto attendere la distribuzione italiana del film in dvd (avvenuta nel 2004) per poter assistere degnamente al dilaniamento di un corpo sul soffitto di una camera da letto o all’esplosione di un materasso in un vero e proprio geyser di sangue.
url“E’ valsa la pena attendere vent’anni…”
Tra gli altri effetti speciali, piuttosto semplici anche per l’era degli effetti artigianali, possiamo citare ad esempio l’utilizzo di pannelli in lattice per le apparizioni di Freddy. Ricordate la sua prima spettacolare entrata in scena attraverso una parete della camera di Nancy?
800_nightmare_on_elm_street_blu-ray3“Pochi soldi ma tanto talento”
La stessa colonna sonora è memorabile: il compositore Charles Bernstein realizza un campionario di musiche completamente elettroniche, inquietanti e disturbanti. Per i nostalgici dell’elettronica anni ’80, si tratta di una vera chicca. Nightmare-Dal Profondo della Notte si rivela, quindi, una vera gioia per occhi e orecchie.
Punti deboli: difficoltà di produzione, perdita dei diritti e serialità
Con la sua sceneggiatura sottobraccio, Wes Craven girò per oltre due anni alla ricerca di una casa di produzione interessata ma nessuno riteneva il progetto una garanzia di successo, sebbene il regista non fosse un neofita del genere horror (Le Colline hanno gli Occhi vi dice nulla?). L’unico a dimostrarsi interessato fu Rick Shaine della New Line Cinema, all’epoca produttore di opere cinematografiche universitarie. Il film si dimostrò un vero successo e Shaine, avendo acquisito i diritti sul personaggio di Freddy Krueger, non perse tempo e realizzò un sequel già l’anno seguente. La serialità portò la saga di Nightmare a quota sette film (di cui solo l’ultimo, Nightmare-Nuovo Incubo, fu ridiretto da Craven) e causò un’involuzione del personaggio di Freddy Krueger; i vari capitoli si fecero portavoce di un horror gradualmente sempre più demenziale, rendendo il franchise un prodotto da pubblico di tutte le età.
In conclusione
A Nightmare on Elm street, sgraziatamente tradotto nel nostrano Dal Profondo della Notte, è un film geniale, innovativo e disturbante che si avvale di una regia sapiente in grado di padroneggiare le redini di un progetto folle, indesirato dalle major, ma che ha saputo resistere alle incurie del tempo e a dei sequel non all’altezza, compreso un pessimo remake (anche se la New Line ne ha appena messo in cantiere un altro). La pellicola di Craven passò rapidamente dall’essere un semplice cult per appassionati di horror al divenire una pietra miliare nella storia del cinema.
Che dire? Procuratevi una bella edizione del film, mettetevi a letto e cercate di non chiudere gli occhi… “ONE, TWO, FREDDY’S COMING FOR YOU!”
Francesco Deonofrio
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